Con l’approvazione dell’emendamento con il quale viene riconosciuto ad ogni persona maggiorenne e capace di agire (nel testo approdato in Aula si parlava invece di persona capace di intendere e di volere) il diritto a rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia, sono ripresi mercoledì mattina i lavori dell’assemblea parlamentare per l’approvazione del ddl  sul biotestamanto. Siamo ancora fermi all’articolo 1  per il gran numero di emendamenti presentati.  Durante i lavori di martedì erano stati approvati altri due emendamenti per i quali ora il ddl sul biotestamento tutelerà anche il diritto alla dignità e all'autodeterminazione e non solo quello alla vita. Il testo del primo emendamento approvato da un'ampia maggioranza (358 voti favorevoli a fronte di 40 voti contrari) riscrive così il testo: "La presente legge, nel rispetto dei principi" della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, "tutela il diritto alla vita, alla salute e alla dignità". Il testo originario, invece, faceva riferimento solo alla vita e alla salute. Il secondo  invece, introduce nel testo anche il principio della "autodeterminazione", che quindi viene anch'esso tutelato dalla legge. Resta intanto alto il livello dello scontro e delle polemiche incentrate soprattutto sulla possibilità riconosciuta dal provvedimento di interrompere i trattamenti, compresi nutrizione e idratazione artificiale viste dai partiti di centro e dalla Lega Nord come un apertura a forme di "eutanasia omissiva"...