Il Bambino Gesù corre in soccorso dei bambini siriani. E’ stato varato un progetto triennale  che ha come obiettivo quello di aumentare le protezioni individuali e ambientali dei bambini siriani e ridurre gli effetti a breve e lungo termine dello stress su un piano emozionale, cognitivo, psicopatologico, comportamentale. E stato calcolato infatti che 2 bambini su tre dicono di aver perso qualcuno che amavano, la loro casa è stata bombardata o sono rimasti feriti a causa del conflitto. Il 50% degli adulti denuncia che gli adolescenti ormai fanno uso di droghe per affrontare lo stress. Le violenze domestiche sono aumentate e il 59% degli intervistati conosce bambini e ragazzi reclutati nei gruppi armati, alcuni anche sotto i 7 anni. Secondo l'81% degli adulti intervistati, i bambini sono diventati più aggressivi, sia nei confronti dei genitori e dei familiari che degli amici. Sono tantissimi i bambini che soffrono di minzione involontaria e di frequente enuresi notturna (lo riferisce il 71% degli adulti) e quelli che la notte non riescono a dormire per gli incubi, la paura del buio, dei bombardamenti, della perdita della famiglia. La metà degli adulti intervistati denuncia che i bambini che non riescono più a parlare e sono molti anche quelli che commettono atti di autolesionismo, che sfociano spesso in tentativi di suicidio. (fonte Save the Children).

 Dopo 6 anni di guerra intervenire con un progetto sui disturbi post traumatici da stress e disturbi psicopatologici correlati allo stress a sostegno dei bambini siriani “è stata una necessità forte ed unanime” dicono i  responbili dell’ospedale del Papa. Le ferite e le fratture del corpo si vedono in maniera evidente, e sono moltissime, i disturbi della sfera psichica non si vedono, sono nascoste. “L'intervento- spiega il responsabile delle Attività Internazionali del Bambino Gesù -   ha come obiettivo quello di formare gli operatori siriani sul trattamento dei bambini affetti da disturbi post traumatici da stress in modo da ridurre gli effetti a breve e a lungo termine sul piano psicopatologico, comportamentale e cognitivo”.
Il Dipartimento di Neuroscienze del Bambino Gesù, in particolare la Neuropsichiatria Infantile, da anni si occupa di maltrattamento e abuso sui minori con equipe specializzate. Si è occupata anche della valutazione dei disturbi post traumatici nei bambini in seguito al terremoto de L'Aquila del 2009, affinando le competenze e l'expertise per attuare questo progetto al quale collaora anche la Fondazione Giovanni Paolo II, già presente in Libano dal 2006. Dal 2012 è impegnata a fornire aiuto ai profughi siriani, in particolare ai bambini, con un programma educativo. La Fondazione, in collaborazione con diverse associazioni libanesi, riesce a svolgere questa assistenza educativa a centinaia di piccoli profughi, sia siriani, sia iracheni.
 Per centrare l'obiettivo si ricorrerà alla formazione sul campo degli operatori per fornire strumenti che aiutino il riconoscimento e la diagnosi dei disturbi post traumatici da stress e stress correlati e disturbi psicopatologici franchi e subclinici.

Verranno proposte strategie di intervento e trattamento psicoeducativo ai bambini e agli operatori. Si aiuteranno i bambini a entrare in contatto con le proprie emozioni, paure e pensieri per poterli accompagnare nel processo di elaborazione del trauma. Verranno pianificate attività strutturate in sessioni come il laboratorio delle emozioni per favorire l'alfabetizzazione emotiva (con l'utilizzo di tecniche cognitivo-comportamentali). Saranno inoltre realizzati appositi spazi ludici per facilitare l'espressione delle emozioni e le relazioni positive (di fiducia e di vicinanza). Fondamentale sarà la formazione degli operatori sugli strumenti diagnostici utili per riconoscere i sintomi, anche subclinici, di un disturbo psicopatologico correlato allo stress.