IRCCS  associati all’ARIS sono tra i partecipanti al  progetto Rete Idea , Rete italiana salute dell’età evolutiva,  iniziativa che prende corpo in questi giorni proprio  grazie all’impegno di tre grandi IRCCS pediatrici quali il Gianna Gaslini di Genova, il Burlo Garofolo di Trieste e il Bambino Gesù di Roma e di  altre tre strutture associate all’ARIS che, sebbene non siano unicamente pediatriche, sviluppano   ricerca pediatrica. Si tratta degli Irccs Eugenio Medea di Lecco, Troina  di Enna e  Stella Maris di Pisa. Il primo progetto, finanziato con  circa 500mila euro, mira alla  di un database comune sull’autismo. L’iniziativa, promossa nella logica del “fare rete” dal ministero della Salute - Dg Ricerca e Innovazione guidata da Giovanni Leonardi - come le precedenti punta a promuovere la ricerca scientifica e tecnologica sui temi legati alla salute in età evolutiva, a promuovere l’educazione e l’informazione per favorire la qualità della vita del bambino e la sua piena crescita psicofisica.

La Rete IDEA avvierà anche un percorso di esame, di studio e di comparazione delle politiche sanitarie dirette all’età dello sviluppo e delle modalità organizzative e gestionali dei relativi servizi, così come si configurano nei sistemi sanitari dei maggiori Paesi membri dell’Ue: campo di analisi, questo, innovativo e necessario per lo sviluppo armonico dei sistemi sanitari dedicati ai più piccoli. Per sua natura la Rete si configura come una struttura aperta alle collaborazioni con tutti gli ospedali pediatrici nazionali ed internazionali, e con le altre Reti Irccs dedicate ad altre tematiche. Come spiega Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. «L’Obiettivo della Rete è mettere insieme risorse e competenze di quanti si occupano in modo prevalente di ricerca in campo pediatrico, per aumentare il peso dell'Italia nel contesto europeo e favorire il raggiungimento dei risultati per i pazienti. Si tratta insomma di unire le forze per ottenere migliori risultati. Il modello della “rete” si è rivelato in questo senso vincente in molti altri contesti di ricerca sanitaria, dall’oncologia alla neurologia alle malattie rare».