Il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario è in continuo aumento. A denunciarlo è il Nursind che, a 4 anni di distanza, riporta i riflettori sul fenomeno con una nuova indagine. Nel 2013, infatti, riprendendo la campagna del sindacato infermieristico spagnolo Satse, “l’aggressione non è la soluzione”, Nursind aveva somministrato un questionario sulle aggressioni agli operatori sanitari a cui avevano risposto 1.765 professionisti sanitari. I dati emersi furono oggetto di una pubblicazione che oggi il sindacato riprendere per compararla con quelli rilevati in queste settimane a seguito della somministrazione del medesimo questionario. "I dati raccolti - scrivono in una nota da Nursind - tra il 13/04/2017 e il 26/04/2017 sono ancora in fase di elaborazione e saranno oggetto di successiva più approfondita analisi e pubblicazione. Tuttavia, una prima riflessione appare già significativa ed è in linea con quanto leggiamo nella stampa locale e nazionale: il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario è in continuo aumento e sta assumendo numeri importanti che incidono non solo sulla persona colpita ma su tutto il sistema".  Nell’analisi dei dati occorre tenere presente che i numeri delle aggressioni degli anni più recenti alla data dell’intervista possono essere maggiori anche perché si ricorda di più e meglio quello che è successo nel breve termine piuttosto che quello che si è verificato anni addietro. La percezione del fenomeno è in aumento per il 60,9%, (61%) ed in forte aumento per il 16,4% (19%). Stabile per il 19% (15%), in regressione per il 2,4% (2%) ed in esaurimento per l’1% (1%). La percentuale dei rispondenti che dichiara di essere stata aggredita è del 60% di cui: 1827 prima del 2013, 997 nel 2014, 1404 nel 2015, 1999 nel 2016, 1163 nel primo quadrimestre del 2017. Nel sondaggio del 2013 la tendenza all’aumento del numero di aggressioni era del 12% annuo (dati 2010-11-12). Nel sondaggio attuale si registra un incremento del 41% tra il 2014 ed il 2015 e del 42% tra il 2015 ed il 2016. Rispetto alla precedente indagine del 2013 si può notare come le aggressioni nei Pronto Soccorso abbiano superato le aggressioni nei reparti di degenza. Preoccupante il dato nei penitenziari dove a fronte di una stabilità tra il 2015-16 si riscontra un forte incremento del 118%. Ma anche in genere nei servizi di emergenze si riscontrano alti livelli di aggressioni (PS, Terapia Intensiva e 118). Nei Servizi Psichiatrici il dato è indubbiamente legato alla componente clinica. Mentre nel 2013 il 71,8% dei rispondenti dichiarava che l’aggressione era legata a problematiche riscontrate dall’utente nel servizio, nella nuova rilevazione la percentuale varia dal 76 al 78%, percentuale che non si discosta nei 4 anni presi in considerazione. Si tratta quindi di un dato in costante aumento che pone l’accento sugli aspetti organizzativi più che clinici. Chi aggredisce il personale sanitario? I dati si discostano di poco rispetto alla precedente indagine e vedono un aumento del 2% a carico dei parenti e il raddoppio dal 15% al 28% circa delle aggressioni da parte di entrambi, pazienti e parenti. Nel corso degli anni è variata poco anche la percentuale tra alcune categorie censite: prevalgono gli italiani in poco meno della metà dei casi, circa un 20% delle aggressioni avviene da parte di “stranieri” (in aumento del 5%) e sostanzialmente stabili il numero di aggressioni da parte di “ubriachi” o pazienti affetti da disturbi psichici. Il dato ci segnala che le principali aggressioni avvengono da parte di gente comune e non principalmente legate allo stato patologico.  "Pur dichiarando - scrivono ancora da Nursind - i limiti di questa prima analisi, incompleta per gli aspetti legati all’intervento delle forze dell’ordine, alla presenza di report aziendali, alle soluzioni intraprese dal datore di lavoro, ed altri aspetti di contorno che saranno esplicitati in una successiva pubblicazione, non possiamo non rilevare che i dati fin qui raccolti ci permettono di inquadrare un fenomeno che è già stato oggetto di studio nel 2013 perché non solo emergente a livello nazionale ed internazionale ma trattato anche con la raccomandazione ministeriale n. 8 del novembre 2007. A distanza di 4 anni e con un campione ancor più rappresentativo, abbiamo potuto verificare l’andamento del fenomeno “aggressioni al personale sanitario” e abbiamo potuto valutarne l’evoluzione rispetto ai mutamenti economici e organizzativi del nostro Servizio sanitario nazionale".