Rilancio del finanziamento pubblico; rimodulazione dei Lea sotto il segno del «value»; riduzione di sprechi e inefficienze, riqualificando la spesa sanitaria all’insegna dell’efficientamento e recuperando un «tesoretto» pari a 22,5 mld; riordino della sanità integrativa puntando su una governance a scala nazionale dell'intermediazione assicurativa e superando l’attuale stallo legislativo che ha provocato un pericoloso «patchwork». Sono queste le quattro priorità evidenziate nel 2° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale presentato  dalla Fondazione Gimbe presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” .  Gimbe, aggiorna le stime sull'impatto degli sprechi sulla spesa sanitaria pubblica 2016: ben 22,51 miliardi di euro erosi da sovrautilizzo, frodi e abusi, acquisti a costi eccessivi, sottoutilizzo, complessità amministrative, inadeguato coordinamento dell'assistenza. "Quest'anno - spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta - abbiamo elaborato 'carte di identità' per ciascuna delle sei categorie e, sulla base delle iniziative rilevanti realizzate dall'Agenas e dall'Autorità nazionale anti corruzione, abbiamo sviluppato la tassonomia Gimbe di frodi e abusi in sanità, integrando fonti bibliografiche internazionali, casistiche giurisprudenziali, fatti e fenomeni nazionali". Queste le criticità che condizionano la sostenibilità del Ssn:
Il finanziamento pubblico che perde terreno
La spesa sanitaria in Italia continua inesorabilmente a perdere terreno, sia considerando la % del Pil sia soprattutto la spesa pro-capite, inferiore alla media Ocse ($ 3.245 vs $ 3.976), che posiziona l'Italia prima tra i paesi poveri dell'Europa. Nuovi Lea : rivedere il paniere
Il Rapporto esamina in maniera analitica le criticità applicative dei nuovi Lea, un “paniere” di prestazioni estremamente ricco, ma che deve fare i conti con il pesante definanziamento pubblico. «Il vero problema – puntualizza il presidente Gimbe – è che il Dpcm sui nuovi Lea non rende esplicita né la metodologia per inserire le prestazioni nei Lea, né quella per “sfoltirli”. In assenza di metodo si concretizzano situazioni paradossali, dove con il denaro pubblico vengono al tempo stesso rimborsate prestazioni futili o addirittura dal rapporto rischio-beneficio sfavorevole, mentre prestazioni indispensabili non vengono garantite». Sanità integrativa terra di nessuno
Dei quasi € 35 miliardi di spesa privata, l'88% in Italia è a carico dei cittadini, con una spesa pro-capite annua di oltre € 500. Stop a spechi e inefficienze : un tesoretto da 22,5 mld
Il Rapporto aggiorna le stime sull'impatto degli sprechi sulla spesa sanitaria pubblica 2016: € 22,51 miliardi erosi da sovra-utilizzo, frodi e abusi, acquisti a costi eccessivi, sotto-utilizzo, complessità amministrative, inadeguato coordinamento dell'assistenza.