Priorità inderogabile «rispetto ad ogni altro interesse» alla tutela del paziente incluso negli studi clinici e della sua dignità, intesa come diritto all’autodeterminazione, alla sicurezza, al benessere e alla riservatezza. Per ritrovare questo baricentro perduto è stata elaborata la «Carta di Napoli per la tutela della persona nelle sperimentazioni cliniche», un documento presentato  al Senato su iniziativa dal  vicepresidente della Commissione Politiche Ue e Commissione Igiene e Sanità.  è uno strumento opportuno - sottolinea la presidente della Igiene e Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi (Pd) - in un momento in cui alla Camera si sta discutendo del Ddl Lorenzin, che contiene una delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di sperimentazioni cliniche. E su trial e comitati etici va espressa una linea di indirizzo. Anche per contrapporsi a eventi drammatici come il caso di Parma, con l’utilizzo su pazienti ignari di farmaci contro il dolore non autorizzati. Ribadendo la centralità dell’etica, di una gestione trasparente e della piena consapevolezza del paziente che liberamente si sottopone a una sperimentazione. E sulla questione dei comitati etici voglio esprimere una posizione netta: no al Comitato unico nazionale. Va certamente trovato un punto di equilibrio sulla distribuzione territoriale dei comitati ma la materia deve restare di competenza dell’Aifa. Il problema delle relazioni con l’industria del farmaco esiste e avere un unico centro di garanzia non può che generare opacità. Va corretto il tiro della diffusione ma salverei la pluralità. Partirei proprio da qui per ricostruire il rapporto di fiducia tra pazienti e istituzioni , ripristinando il legame tra scienza, politica e diritti dei cittadini». Nella sezione documentazione è possibile prendere visione del testo integrale della Carta di Napoli.