Sono circa trecento gli emendamenti al decreto legislativo sui vaccini  che la commissione Igiene e sanità del Senato deve valutare.  Tra i principali temi al centro del dibattito in Commissione ci sono il numero delle profilassi da mantenere come obbligatorie a regime, anagrafi vaccinali, farmacovigilanza, responsabilità genitoriale e snellimento delle procedure. La ministra  Lorenzin ha promesso approfondimenti ulteriori: come quello sull’effettiva utilità dell’Haemophilus b quando viene somministrato oltre i 5 anni di età, e sul quale la ministra si sta confrontando con Aifa. La via obbligata (il decreto legge scade il 6 agosto) è concludere l’esame a tappe forzate, per poi inviare il testo in Aula al Senato a inizio luglio. In pista tra le modifiche allo studio, c’è la possibilità di portare le vaccinazioni obbligatorie dalle 12 previste dal decreto a nove (quindi eliminarne tre) e di recepire la proposta delle Regioni, che prevede l’invio delle liste di tutti gli iscritti a scuola da parte dei presidi alle Asl, che a loro volta “spunterebbero” sulla base delle proprie anagrafi i nomi degli inadempienti e provvederebbero a chiamarli per un primo colloquio. Ma si valuta anche una partenza più soft del periodo transitorio, comunque previsto dal decreto legge: nel primo anno si partirebbe solo con l’obbligo per il morbillo. Oppure, altra ipotesi, si farebbe slittare l’intero impianto di un anno, per consentire ad Asl, presidi e famiglie di adeguarsi. O ancora, si potrebbe cominciare con l’imporre l’obbligo solo a nidi e materne. Con ogni probabilità sarà potenziata la funzione di farmacovigilanza: su questo punto la stessa ministra ha mostrato già un’apertura.