Nel primo trimestre 2017 sono stati prescritti più farmaci di prezzo mediamente più alto e di conseguenza il trend è in crescita per spesa farmaceutica convenzionata netta e ricette, in valore e numero. Ingrana invece la retromarcia dopo mesi di aumenti, la compartecipazione dei cittadini. Sono questi i principali trend rilevati da Federfarma.

L’aumento della spesa farmaceutica netta convenzionata è stato del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2016 . «L'incremento è stato determinato dall'aumento del valore medio netto delle ricette (+2%) e, in misura minore - spiega Federfarma - dall'aumento del numero delle ricette stesse (+0,6%). L'aumento del valore medio delle ricette è legato a una crescita del prezzo medio dei farmaci prescritti in regime di Ssn, passato da 9,39 euro del primo trimestre 2016 a 9,52 euro dello stesso periodo del 2017».

Andamento altalenante nei singoli mesi: gennaio spesa netta +6,2%, ricette + 4,4%; febbraio spesa netta -2,5%, ricette -5,1%; marzo spesa netta +4%, ricette +2,4%. Tale andamento altalenante sembra proseguire nei mesi successivi, come dimostrano i primi dati parziali di aprile (in calo) e di maggio (in aumento).

L'aumento di spesa riguarda tutte le Regioni con l'eccezione di Sicilia e Sardegna, mentre l'andamento del numero delle ricette è più variegato. Particolarmente evidente l’aumento della spesa nelle Marche (+9,6%) in parallelo all'aumento del numero delle ricette (+6,6%) a seguito delle disposizioni varate dalla Regione dopo il terremoto che ha colpito l'Italia centrale a partire dall'agosto 2016. Nelle zone terremotate è stata prevista infatti l'esenzione dal pagamento della differenza tra prezzo del farmaco prescritto e prezzo di riferimento (nelle Marche non esiste il ticket per confezione) e la gratuità anche per farmaci SOP e OTC

La compartecipazione dei cittadini sembra invertire la rotta. In calo, dopo mesi di crescita, la quota pagata dai cittadini - ticket per confezione o ricetta stabilito a livello regionale e differenze a carico del cittadini rispetto al prezzo di riferimento per i farmaci a brevetto scaduto - la cui incidenza sulla spesa lorda era del 14,3% nel primo trimestre del 2016 ed è stata del 14% nello stesso periodo del 2017.

Di rilievo il contributo delle farmacie al contenimento della spesa, nel primo trimestre 2017, pari a circa 175 milioni di euro. Sul fronte delle trattenute imposte dallo Stato, «lo sconto per fasce di prezzo - spiega Federfarma - ha prodotto un risparmio per il Ssn di circa 110 milioni di euro, ai quali vanno sommati quasi 18 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali. A tali pesanti oneri si aggiunge la trattenuta fissa del 2,25%, in vigore dal 2012, che ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile nel periodo in esame in 50 milioni di euro. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel primo trimestre 2017, è stato di circa 175 milioni di euro».

L'incremento della spesa, come detto, è legato a un aumento del valore medio netto delle ricette Ssn (+2%) e, in misura minore all'incremento del numero delle ricette stesse (+0,6%%) rispetto ai primi tre mesi del 2016. Un aumento in valore legato alla crescita del prezzo medio dei medicinali prescritti in regime di Ssn, passato da 9,39 euro del primo trimestre 2016 a 9,52 euro dello stesso periodo del 2017. Sono quindi stati prescritti più farmaci di prezzo mediamente più alto.

Le ricette sono state quasi 152 milioni, pari in media a 2,5 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state oltre 288 milioni (+0,5% rispetto ai primi tre mesi del 2016). Ogni cittadino italiano ha quindi ritirato in farmacia in media 4,8 confezioni di medicinali a carico del Ssn.