Il riconoscimento della parità di ruolo  per le strutture  socio-sanitarie della Chiesa così come è stabilito dalla Costituzione italiana, con tutte le sue dirette conseguenze, è stato nuovamente rilanciato dal Presidente Nazionale ARIS, Padre Virginio Bebber,  in apertura del recentissimo meeting di Rimini. Invitato a partecipare alla importante manifestazione il Presidente – che era accompagnato dal Segretario generale Massimo Bufacchi -  ha dunque ribadito il ruolo delle strutture associate,  inserite  naturalmente all’interno di una programmazione  nazionale e regionale che tenga conto delle necessità del territorio.  Nello stesso tempo “pretendiamo – ha aggiunto -  che sia rispettata la norma per cui a parità di servizi e di doveri deve essere  garantita anche parità di trattamento e di diritti. Noi operiamo in regime di sussidiarietà, dunque non siamo un “corpo a parte”, distaccato dalla sanità pubblica. Ne facciamo parte integrante e legittimamente costituita; come enti accreditati, e a contratto, forniamo un servizio pubblico”.
E’ chiaro che l’impatto  della crisi economica che ha investito pesantemente il Paese, la società tutta - e  ad oggi ancora non si vede la fine del tunnel -  è stato per alcuni aspetti  drammatico per molte nostre strutture. Tante hanno dovuto chiudere, altre sono passate  a privati for profit,  altre ancora  hanno dovuto limitare la propria attività o riconvertirsi. “Ma- ha assicurato il Presidente - non demordiamo. Cerchiamo  di guardare avanti con fiducia e speranza. Speranza cristiana,  perché riteniamo fondamentale  la presenza della Chiesa nel mondo della salute.
Tuttavia i nostri sforzi non bastano”.
Quanto invece allo sguardo  dello Stato “in questi ultimi anni – ha precisato Padre Bebber -  particolarmente dal 2011 in poi, (governo Monti), non è stato certamente imparziale nei confronti della sanità privata accreditata, e cattolica in particolare,  che ha dovuto subire tagli pesanti, decurtazioni di budget e regressioni tariffarie  quasi fossimo gli unici responsabili  di deficit pesanti  nelle varie regioni.  Poi però  le prestazioni “tagliate” al sistema privato  non sono state sostituite da una maggior risposta dal sistema pubblico, le liste d’attesa non si sono accorciate. Ci è stato richiesta uno sforza in più  a fronte di risorse abbattute. Con il risultato che  proprio in questi giorni è sotto gli occhi di tutti: un numero sempre più elevato di persone  rinuncia alle cure  specialistiche  di cui avrebbe bisogno. Certo chi  è nella condizione di poterlo fare si rivolge al  percorso privato che va a proporre anche  tariffe agevolate”. Ma così facendo “lo Stato – ha detto ancora - tra qualche anno,  si troverà nella condizione  di dover affrontare, per chi non può permettersi di curarsi, una situazione sanitaria molto più impegnativa e a costi molto più elevati. Sembra quasi il gatto che si morde la coda”.
Tra i numerosi temi di attualità affrontati al Rimini Meeting Salute 2017, spazio riservato alla Medicina Riabilitativa, che negli ultimi anni si è affermata nell’ambito della “offerta sanitaria” italiana e internazionale come una delle discipline più vive scientificamente e in grande sviluppo. «Lo scopo di questa branca specialistica e dei suoi operatori è il recupero delle capacità funzionali dell’individuo, perse o ridotte a causa di un incidente o di una malattia, che abbia inficiato un apparato dell’organismo, restituendo l’individuo  al suo ruolo sociale e famigliare», dichiara Carlo Cisari, Fisiatra Presidente Sirn – Società Italiana di Riabilitazione Neurologica. «L’importanza della disciplina sta nella multidisciplinarietà del suo approccio: l’invecchiamento della popolazione media, le conseguenze sempre frequenti di incidenti stradali e sul lavoro, malattie neurologiche complesse e invalidanti”. E il nostro Presidente nel suo intervento non ha mancato di rivendicare l’importanza del ruolo dei CDR dell’ARIS in questo campo.