Il Fondo povertà educativa ha pubblicato il bando per la fascia di età 5-14 anni. Il bando “Nuove generazioni” metterà a disposizione 60 milioni di euro. C'è tempo fino al 9 febbraio per presentare progetti.

Il Fondo nazionale di contrasto alla povertà educativa è nato nel 2015 dalla collaborazione fra Governo e Fondazioni di Origine Bancaria per finanziare interventi sperimentali a favore delle fasce più giovani della popolazione su tutto il territorio nazionale. Dopo i bandi “prima infanzia” (0-6 anni) e adolescenza (11-17 anni) dello scorso autunno, è stato ora pubblicato il bando “Nuove generazioni” che raccoglierà progetti rivolti alla fascia di età 5-14 anni.

I progetti possono essere presentati entro il 9 febbraio 2018 e le risorse ammontano complessivamente a 60 milioni. Si tratta del terzo bando pubblicato da “Con i bambini” l’impresa sociale responsabile dell’attuazione del Fondo per il contrasto alla povertà educativa. Nei giorni scorsi sono inoltre stati approvati i primi ottanta progetti relativi al bando “Prima infanzia” per un finanziamento complessivo pari a 62,2 milioni di euro. Per i primi mesi del 2018 è invece prevista la pubblicazione dei progetti approvati con il bando “Adolescenza”.

I contenuti del bando “Nuove Generazioni”

Scopo del bando è quello di promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori di età compresa fra 5 e 14 anni, con particolare riferimento a quelli a rischio o in situazione di vulnerabilità economica, sociale o culturale.

I progetti dovranno promuovere lo sviluppo delle competenze personali, relazionali e cognitive dei ragazzi, incidendo in modo significativo sia sui percorsi formativi, sia su quelli di inclusione sociale. Le azioni dovranno essere congiunte “dentro e fuori la scuola” e dovranno sviluppare e rafforzare anche le competenze di coloro che si assumono le responsabilità educative.

I progetti dovranno infine essere in grado di prevenire varie forme di disagio quali ad esempio la dispersione e l’abbandono scolastico. Il bando nuove generazioni prevede che le progettualità siano presentate da partnership composte da almeno un ente di Terzo settore (il soggetto responsabile), un istituto scolastico e un ente incaricato della valutazione del progetto.  Gli elementi chiave su cui devono basarsi gli interventi sono:

  • la promozione della scuola, come attore centrale nel sostenere la crescita dei minori e delle loro famiglie, in forte integrazione con il Terzo settore e le forme di auto-organizzazione di cittadini e genitori. La scuola deve configurarsi come “scuola aperta”, ovvero spazio aperto alla comunità come luogo di apprendimento, confronto, socializzazione e crescita;
  • la cura degli spazi comuni, in cui sperimentare modelli positivi di utilizzo del tempo libero e di promozione della cittadinanza e della legalità, prevenendo l’affermarsi di atteggiamenti devianti e sviluppando il senso di riappropriazione degli spazi, valorizzando l’impegno e l’effettivo protagonismo dei ragazzi coinvolti nel progetto;
  • l’attivazione di processi di sviluppo volti a responsabilizzare le famiglie, attraverso il coinvolgimento dell’intero nucleo familiare nei servizi presenti sul territorio e grazie alla promozione di patti educativi territoriali;
  • il rafforzamento del ruolo di tutti gli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali).

Queste azioni devono essere finalizzate a consentire lo sviluppo di una migliore interazione con i destinatari e la diffusione di metodologie di apprendimento e strumenti didattici innovativi:

  •  la promozione di attività educative da realizzare in orario extrascolastico e/o nei periodi estivi e volte a integrare percorsi di apprendimento curriculare e lo sviluppo di competenze cognitive e non;
  • lo sviluppo di competenze digitali, con particolare riguardo al pensiero computazionale, all'utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media;
  • il sostegno a interventi di riconoscimento precoce di eventuali difficoltà di apprendimento e di bisogni educativi speciali, anche al fine di evitare e/o ridurre fenomeni di medicalizzazione e assicurare offerte educative differenziate e personalizzate;
  • l’attenzione alle fasi di passaggio dalla scuola di infanzia alla scuola primaria e dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado, con azioni di accompagnamento finalizzate a sostenere i minori e le loro famiglie, permettendo loro di acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini.

Documentazione

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