“Dopo tanti, tantissimi anni che sono in ARIS questa è la prima volta che ho netta la sensazione che la riabilitazione in casa ARIS sia ormai giunta alla sua piena maturità”. Nelle parole di Paolo Moscioni, Presidente della regione ARIS Marche  e rappresentante dell’Istituto Santo Stefano, il senso pieno  della prima Assemblea Nazionale  dei Centri di Riabilitazione aderenti all’ARIS, svoltasi  mercoledì 18 ottobre presso la sede nazionale.  Organizzata dal coordinatore nazionale dei CdR Sergio Dugone, l’Assemblea ha effettivamente rappresentato il momento di svolta  nel cammino delle strutture riabilitative associate.  E non tanto, o non solo, perché al primo punto dell’ordine del giorno era posto il tema del nuovo modo di essere ARIS, quanto piuttosto per il clima di effettiva condivisione che si è concretizzato tra i numerosissimi partecipanti, a mano a mano che sul tappeto si snocciolavano  problematiche riconosciute  familiari.  Nel corso delle oltre sei ore di lavoro si sono susseguiti diversi interventi -  tra i quali quello di Goffredo Succimarra  rappresentante del gruppo di lavoro  NPI del Ministero della Salute -  grazie ai quali è stata rappresentata la fotografia della situazione attuale in cui i Centri di Riabilitazione sono costretti a interpretare oggi la loro missione. Fotografia i cui più o meno foschi contorni sono stati tratteggiati dalla precisa relazione del coordinatore Dugone che non ha mancato di sottolineare, punto per punto, le criticità di un sistema nel quale comunque i CDR sono costretti a muoversi nell’eterogeneità dei sistemi regionali,  reso ancor più pericoloso dal rischio di un protagonismo invisibile che potrebbe finire per penalizzare ancora di più proprio il ruolo delle strutture riabilitative ARIS.

Numerose le indicazioni  venute dall’Assemblea, alcune delle quali ricorrenti al punto di essersi imposte come chiave di lettura per il futuro delle stesse istituzioni:   unità d’intenti, condivisione, messa in comune di dati, formazione di un soggetto scientifico capace, per serietà e professionalità, di confrontarsi con ogni istanza pubblica ed anche di  avvicinarsi ad altre rilevanti realtà scientifiche di gruppo, che tuttavia abbiano al centro del proprio interesse l’uomo nella sua interezza ed integralità.

Intento questo ripreso e lasciato come auspicio dal Presidente Nazionale Virginio Bebber il quale, congedando i partecipanti,  ha voluto  sottolineare l’importanza di rinvigorire il senso di appartenenza all’ARIS. Esemplare in questo senso, ha notato, proprio l’Assemblea appena conclusa, vissuta  in questo spirito di appartenenza che “dovrà  d’ora in poi  aiutarci a crescere insieme, a darci quella forza capace di renderci credibili anche all’esterno”. “ Aiutateci – ha concluso – a far sentire anche agli altri quanto sia bello e producente stare insieme. Invitateli a partecipare”.

All’Assemblea sarà dedicato un numero speciale di ARIS Riabilita, con la sintesi degli interventi e le conclusioni.