E’ urgente “rivedere il Piano Nazionale della cronicità rimasto inattuato ma che rappresenta uno strumento essenziale per vincere la sfida della longevità e dell'invecchiamento in buona salute”. Verrebbe da dire meglio tardi che mai di fronte a questa affermazione della ministra della Salute Lorenzin. Durante un congresso di medici internisti la ministra ha riconosciuto che “l'aumento della cronicità e della multimorbilità, soprattutto nell'anziano comporta un crescente carico assistenziale e la necessità di introdurre nuovi modelli organizzativo-assistenziali, recuperando la centralità del rapporto medico e  paziente. “ Ed è andata oltre : “Occorre valorizzare - ha proseguito - l'importanza del ruolo dell'internista  soprattutto per evitare che i pazienti anziani, che affollano gli ospedali, tornino al Pronto soccorso, dopo pochi giorni dalle dimissioni. Per questo sarebbe auspicabile il vostro passaggio da “Dr. House” a “Dr. Home”, con un'estensione della vostra competenza anche alla gestione dell'assistenza sul territorio”. L’ARIS da tempo immemorabile ha sollevato la questione della cronicità e da tempo ha dedicato una sempre più  forte attenzione proprio alla riabilitazione con l’obiettivo di restituire comunque al malato cronico  una benchè  minima capacità  di autonomia ed ha aperto a strutture in grado di seguirlo sul territorio.