Poca sensibilità nell’ascolto o poca empatia: sono circa 8 su 10 i cittadini non sono soddisfatti del rapporto medico paziente. Una persona su 3 trova nel medico scarsa disponibilità a orientarla tra i servizi, una su 4 si confronta con un linguaggio troppo tecnico e poco comprensibile, una su 5 ha riscontrato scarsa attenzione al dolore. Sono dati che provengono da un’indagine di Cittadinanzattiva – Tribunale dei diritti del malato, che hanno dato origine ad una campagna dal titolo “Cura di coppia”, un progetto nato dalla collaborazione tra Fnomceo, Cittadinanzattiva e altre associazioni di pazienti, esperti, organizzazioni di professionisti e strutture sanitarie.
Oltre ai pazienti anche i medici riscontrano alcune difficoltà :1 medico su 3 ritiene insufficiente o inadeguato il tempo a disposizione per la cura. Alcuni denunciano anche mancanza di personale e cattiva organizzazione dei servizi. Inoltre, nel percorso di laura del medico non esiste una formazione specifica sui temi della comunicazione e relazione. Un aspetto interessante del progetto è la messa a punto di un decalogo e un vademecum, che saranno diffusi attraverso i canali digital, questo per essere consapevoli dei diritti e doveri sia del paziente che del medico, come indicato nella Carta europea dei diritti del malato e nel Codice deontologico dei medici. “Siamo consapevoli – hanno spiegato i promotori -  che il trattamento clinico corretto è una scelta importante da fare, che non può prescindere da empatia, conoscenza e fiducia fra chi cura e chi è curato. L’obiettivo generale del progetto è dunque quello di creare consapevolezza relativa ai diritti e doveri che il medico ha nei confronti del paziente, nel pieno esercizio della propria missione di cura”.
 
 “Il rapporto medico paziente è basato su fiducia e rispetto, per entrambi. Così si concludeva, per ambedue le parti, appunto, un decalogo sul rapporto medico-paziente che già nel settembre del 2008 l’Ordine dei Medici di Gorizia aveva stilato insieme al locale comitato di Cittadinanzattiva - ha ricordato Roberta Chersevani, presidente della Fnomceo che ha patrocinato la campagna - Ora, a distanza di nove anni, arriva questa bella iniziativa nazionale, a confermare la validità di quell’intuizione e ad ampliarne la portata. Non cambia però la sostanza: tutti e due i decaloghi, quello di oggi e il suo predecessore, rimarcano l’importanza, nella relazione di cura, dell’accoglienza, dell’ascolto, della condivisione, dell’informazione, della comunicazione. Principi che sono stati fatti propri anche dal nostro Codice Deontologico quando, all’articolo 20, considera il tempo della comunicazione quale tempo di cura”. Tutte le iniziative della campagna saranno presenti online, sui principali social network, e offline, attraverso la distribuzione del materiale cartaceo, disponibile presso le sedi del Tribunale per i diritti del malato e delle associazioni di pazienti coinvolte, oltre che nelle strutture sanitarie e negli studi medici che aderiranno all’iniziativa. Il sito web, interamente dedicato alla campagna (www.curadicoppia.it), sarà attivo entro un mese.