Deplorevole. Così il cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin ha definito lo scandalo delle disparità globali in materia di salute. Lo ha fatto intervenendo in apertura dei lavori della XXXII Conferenza Internazionale organizzata dal Pontificio Consiglio per il Servizio allo Sviluppo Integrale Umano, in corso in questi giorni nell’Aula del Sinodo e al quale partecipano anche il Presidente Nazionale dell’ARIS Padre Virginio Bebber ed il Segretario Generale Massimo Bufacchi.  Troppo spesso in varie parti del mondo viene «negato – ha detto il Cardinale - il diritto fondamentale ad accedere a un’adeguata assistenza sanitaria”.

Commentando il tema proposto per la Conferenza – «Affrontare le disparità globali in materia di salute» - il porporato ha ricordato anzitutto come oggi, «attraverso numerose istituzioni sanitarie in tutto il mondo», la Chiesa contribuisca «al miglioramento dell’accesso universale alla salute, specialmente nelle comunità povere di numerosi Paesi e situate in zone difficili da raggiungere». Da qui l’invito ai convegnisti affinché presentino «soluzioni al fine di promuovere l’assistenza sanitaria per tutti, in uno spirito di giustizia e solidarietà». Il segretario di Stato ha quindi anticipato l’agenda dei lavori, auspicando «che le conclusioni possano aiutare a portare assistenza» a quanti «oggi chiedono aiuto nella loro malattia e infermità, specie i più vulnerabili». E in proposito ha elogiato l’opera delle istituzioni sanitarie cattoliche, «che sono state e continuano a essere un valido strumento della Chiesa per offrire assistenza integrale a ogni persona e a tutte le persone, esprimendo una particolare attenzione per gli emarginati». Esse «costituiscono una specifica modalità» con cui la comunità cristiana «mette in pratica il mandato di “curare gli infermi”». Perciò «l’attività di queste istituzioni è di grande interesse per la Chiesa, che le considera fondamentali e preziose per la sua missione nel settore della cura sanitaria»; anzi, «sono da considerarsi non solo utili ma necessarie alla missione della Chiesa, in quanto danno consistenza e continuità all’azione caritativa e di promozione umana della comunità cristiana». Infine il porporato ha ricordato la creazione da parte di Papa Francesco, nel dicembre 2015, della Pontificia commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa, con lo scopo di studiare la sostenibilità dei sistemi e delle istituzioni sanitarie cattoliche, di proporre soluzioni alle situazioni di crisi e di pensare nuovi modelli «in linea con il loro originale carisma». Ecco perché, ha concluso, «unioni di queste istituzioni come le Catholic Health-Care Associations (Cha) a livello nazionale e il Ciisac possono lavorare in maniera costruttiva con il dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e la Pontificia commissione per promuovere una duratura ed efficace azione della Chiesa in questo campo».