La ricerca e lo sviluppo sono i principali motori dell'innovazione, e la spesa e l'incidenza della R&S sul Pil sono due dei fattori chiave tra gli indicatori utilizzati per monitorare le risorse dedicate alla scienza e alla tecnologia in tutto il mondo. Nel 2016, gli Stati membri dell'Unione europea (UE) hanno speso oltre 300 miliardi di euro per la Ricerca e Sviluppo (R&S). La spesa in R&S in percentuale del Pil, è rimasta stabile al 2,03%. Dieci anni fa (2006), era dell'1,76 per cento. L’Italia si trova a metà classifica tra i Paesi europei, con una incidenza di spesa per R&S sul Pil nel 2016 pari all’1,29%, in aumento del +0,20% dal 2006. La percentuale maggiore di investimenti nel 2016 (58%) è delle imprese, seguite dall’Istruzione (26%), dalle fonti governative (13%) e dal privato non profit (3%) Tutte le voci, tranne le imprese che dal 2006 aumentano gli investimenti del +9%, sono in calo negli ultimi 10 anni.
Per quanto riguarda le altre principali economie, l’incidenza % della R&S sul Pil nell'Ue è molto inferiore a quella della Corea del Sud (4,23% nel 2015), Giappone (3,29% nel 2015) e Stati Uniti (2,79% nel 2015), mentre è più o meno allo stesso livello della Cina (2,07% nel 2015) e molto più alta che in Russia (1,10% nel 2015) e Turchia (0,88% nel 2015). Per fornire uno stimolo alla competitività dell'Ue, sarebbe quindi necessario un aumento entro il 2020 dell'incidenza della R&S sul Pil al 3%: è questo uno dei  cinque obiettivi principali della strategia Europa 2020. Il settore delle imprese commerciali continua a essere il principale settore per le spese in R&S (65% della R&S totale del 2016), seguito dal settore dell'istruzione superiore (23%), il settore governativo (112%) e il settore privato non profit (1%).
Nel 2016, la maggiore incidenza di R&S sul Pil è stata registrata in Svezia (3,25%) e Austria (3,09%), entrambi con una spesa in R&S superiore al 3% del Pil. Sono seguiti da vicino dalla Germania (2,94%), dalla Danimarca (2,87%) e dalla Finlandia (2,75%). Belgio (2,49%), Francia (2,22% nel 2015), Paesi Bassi (2,03%) e Slovenia (2,00%) hanno registrato una spesa per ricerca e sviluppo tra il 2,0% e il 2,5% del Pil. All'estremo opposto della scala, dieci Stati membri hanno registrato una incidenza di R&S inferiore all'1% sul Pil: Lettonia (0,44%), Romania (0,48%), Cipro (0,50%), Malta (0,61%), Lituania (0,74%), Bulgaria (0,78%), Slovacchia (0,79%), Croazia (0,84%), Polonia (0,97%) e Grecia (0,99%).
Negli ultimi dieci anni, l'incidenza della R&S sul Pil è aumentata in ventidue Stati membri, con i maggiori aumenti in Austria (dal 2,36% nel 2006 al 3,09% nel 2016, + 0,73%) e in Belgio (+0,68%). Al contrario, l’incidenza della R&S sul Pil è diminuita in sei Stati membri e di più in Finlandia (dal 3,34% nel 2006 al 2,75% nel 2016, -0,59%) e Lussemburgo (-0,43%).
Il settore principale in cui è stata svolta R&S nel 2016 è stato il settore delle imprese in tutti gli Stati membri, a eccezione di Cipro, Lettonia e Lituania (dove il settore dell'istruzione superiore era il settore dominante in termini di prestazioni). Le maggiori quote di spesa per R&S nel settore delle imprese sono state osservate in Slovenia (76%), Ungheria (74%), Bulgaria (73%), Irlanda e Austria (entrambi il 71%), Belgio e Svezia (entrambi il 70%) e Germania (68%).
Negli ultimi dieci anni, la quota di R&S nel settore delle imprese è aumentata in venti Stati membri, mentre è diminuito in otto. Per il settore governativo, le azioni più importanti sono state registrate in Romania (33%), Lettonia (32%) e Lussemburgo (30%). Le maggiori quote di R&S nell'ambito del settore dell'istruzione superiore sono state registrate in Lituania e Portogallo (entrambi il 45%), Lettonia (44%) e Cipro (42%).
Gli Stati membri hanno invece speso oltre 280 miliardi di euro per le indennità di invalidità nel 2014. Si tratta del 7,3% del totale speso in prestazioni sociali (intendendo il totale delle spese per disabilità, malattia / assistenza sanitaria, vecchiaia, superstiti, famiglia / figli, disoccupazione, alloggi ed inclusione sociale), un tasso quasi equivalente a quello speso per i superstiti (5,7%) e le prestazioni familiari (8.6 %). Dal 2010, la quota della spesa per la protezione sociale dedicata alle indennità di invalidità nell'Unione europea è rimasta stabile, ma avaria significativamente da Paese a Paese. Rappresenta oltre il 10% delle prestazioni sociali totali in Danimarca che vi riserva infatti il 12,9%, Croazia (12,2%), Svezia (12,0%), Estonia (11,8%), Lussemburgo (11,4%) e Finlandia (10,9%), ma raggiunge meno del 4% a Cipro (3,2%) e Malta (3,7%), seguita dall'Italia (5,9%), dall'Irlanda e dal Regno Unito (entrambi al 6,0%). Significativo un altro dato Eurostat: la spesa annuale delle famiglie europee per le bevande alcoliche è approssimativamente equivalente alla loro spesa per prodotti, apparecchi e attrezzature mediche, e leggermente superiore a quella che hanno speso per la protezione sociale o l'istruzione nel 2016. Ma con grandi difefrenze, si passa dal 5,6% della spesa familiare in Estonia allo 0,8% della Spagna e allo 0,9% dell'Italia.  

Documentazione

“Gustare la vita, curare le relazioni”: XXII Convegno Nazionale di Pastorale della Salute

Si svolgerà in due sessioni il prossimo Convegno Nazionale di Pastorale della salute organizzato on line dall’Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale della Salute. Dal 3 al 10 maggio si svolgeranno 14 sessioni tematiche, dall’11 al 13 maggio tre sessioni plenarie.

Scarica il programma