L’ultimo rapporto Influnet, elaborato dall’Istituto superiore di sanità, indica che l’epidemia influenzale in Italia è stabile rispetto ai 7 giorni precedenti, ma negli ultimi 15 giorni ha raggiunto il picco. Dall’inizio della sorveglianza, i cittadini interessati dalla malattia sono circa 3.883.000, con un livello di incidenza ancora “molto alto”, pari a 13,73 casi per mille assistiti. E in tutte le Regioni italiane esso è pari o superiore a 10 casi per mille assistiti (tranne che in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Provincia di Bolzano).

«E’ una delle influenze peggiori degli ultimi anni - spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) -. Tuttavia gli ultimi dati a nostra disposizione ci mostrano una lieve flessione della curva epidemica. Questo ci fa presumere che le ultime due settimane rappresentino il picco epidemico stagionale. La situazione è quindi sotto controllo e il sistema sanitario sta garantendo l'assistenza a tutti i cittadini. I più colpiti risultano i bambini con meno di 5 anni che presentano un tasso di circa 30,8 casi per mille assistiti. Decisamente più basso è invece il numero di anziani infettati: 7,8 casi per mille assistiti».  

A causa dell’influenza, anche quest’anno ci sono stati problemi per gli approvvigionamenti di sangue: registrati picchi di oltre 1300 sacche mancanti, con conseguente necessità di rinvio di interventi chirurgici non urgenti. Il sistema ha retto comunque grazie alla compensazione interregionale e alle iniziative straordinarie delle associazioni. Per mitigare il problema, data l’imprevedibilità dell’epidemia influenzale che si presenta ogni anno, gli esperti ipotizzano di offrire il vaccino ai donatori, ciò “…metterebbe in sicurezza una risorsa come il sangue – afferma Walter Ricciardi, presidente dell’ISS - che fa parte dei Livelli Essenziali di Assistenza e che è impossibile erogare senza l’apporto fondamentale dei donatori”.