Riuscire a far venire un medico a casa per visitare un infermo è diventata un’impresa di  lusso  che difficilmente riesce se non a chi  in grado di pagare a volte anche salate parcelle professionali. Figuriamoci poi se si tratta di malati a lungo termine. Nel 2016, poco più del 20% delle famiglie nell'Ue con persone bisognose di aiuto  per problemi di salute a lungo termine, ha usufruito di  servizi di assistenza domiciliare professionale. L’Italia è sotto la media Ue di oltre 8 punti percentuali ed è a otto posti dal fondo della classifica. Stanno peggio solo  Spagna, Grecia, Lituania e Polonia e le ultime tre in classifica:  Bulgaria ed Estonia (entrambi 5%) e  Romania (6%). A determinare per l’Italia n risultato così negativo è soprattutto la difficoltà di ottenere  assistenza territoriale, data la scarsezza di personale. Come è noto l'assistenza a domicilio punta a consentire alle persone di rimanere nelle loro case piuttosto che farsi cure in strutture residenziali a lungo termine o istituzionali. L'assistenza domiciliare, secondo Eurosat,  può includere cure mediche, infermieristiche, cura delle ferite, gestione del dolore e terapia. L'assistenza per le funzioni di vita quotidiana. Tra l’altro,  include un aiuto per le attività di tutti i giorni come preparazione del pasto, la tempistica di somministrazione di farmaci, lavanderia, pulizia della casa, shopping, trasporti e compagnia.
Le più alte percentuali di famiglie che hanno usufruito di cure domiciliari professionali sono state registrate in Lussemburgo (88%), Repubblica Ceca (58%) e Danimarca (54%). E comunque quasi tutti i maggiori stati Ue sono al di sopra della media europea.