Tra deficit visivi e dislessia esiste un nesso causale. E’ quanto dimostra uno studio condotto da ricercatori dell’IRCCS Medea di Bosisio Parini, dell’Università di Bergamo, Padova e della UCR (University California Riverside).

Con una incidenza sulla popolazione scolastica che va dal 5 al 17%, la dislessia evolutiva rappresenta una problematica che rende molto complesso il processo di apprendimento di questi soggetti, con un conseguente dispendio economico di entità rilevante.

La ricerca, pubblicata su “Cerebral Cortex”, evidenzia come la riabilitazione della via visiva magnocellulare-dorsale sia efficace sul miglioramento delle abilità di lettura in individui con dislessia, senza allenamento diretto della lettura o del linguaggio. Ne consegue che una problematica che interessi questa via visiva determina l’insorgenza della dislessia.

I risultati raggiunti da questa studio presentano notevoli risvolti sia a livello terapeutico che in campo preventivo. Grazie al lavoro svolto da questa equipe, è stato messo un punto fermo all’interno di un dibattito che ha convolto il settore delle neuroscienze per un intero triennio.