“Ho trasmesso alle Regioni il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per riportare la salute dei cittadini nelle priorità dell’azione politica”. Lo ha affermato Giulia Grillo, ministro della Salute, in un comunicato con cui ha reso noto il nuovo Piano inviato dal Ministero all’esame tecnico delle Regioni.

“Il piano mancava da quasi 10 anni – prosegue il comunicato -  e conteneva generiche azioni di governo. Ora mettiamo regole certe e stanziamo fondi per dire basta alle attese infinite per una visita medica o un esame diagnostico”.

Per l’attuazione del nuovo Piano, il Ddl di Bilancio, all’esame della Camera, prevede lo stanziamento di 150 milioni di euro per il 2019, e di 100 mila rispettivamente per il 2020 e il 2021.

“Presto, insieme alle Regioni - continua la Grillo nel comunicato - garantiremo tempi certi per ogni prestazione. Grazie ai 350 milioni previsti in Legge di Bilancio per il triennio 2018-20 aiuteremo i territori a potenziare i servizi di prenotazione implementando i Cup digitali e tutte le misure per rendere più efficiente il sistema. Non erano mai state stanziate risorse dedicate specificatamente alle liste d'attese. Noi lo stiamo facendo. A Sud e a Nord, le regole saranno uguali per tutti, questo servirà a ridurre le diseguaglianze.

È un primo passo concreto verso un cambiamento reale. La sanità del Paese deve ritornare in cima alle priorità dell’agenda politica”.

“Pur lasciando l’autonomia alle Regioni – spiega -  il ministero della Salute garantirà il monitoraggio dei percorsi diagnostico-terapeutici, ma anche delle prestazioni ambulatoriali in regime libero-professionale. Sembrano concetti tecnici, ma riguardano la vita di tutti noi cittadini. Questo nuovo Piano è diretto innanzitutto ai pazienti, specialmente a quelli che in questi anni si sono sentiti abbandonati”.

“L’Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa del ministero della Salute – precisa - sarà la cabina di regia che assicurerà ai cittadini un monitoraggio effettivo sui servizi sanitari e quindi sull’applicazione concreta del diritto alla salute, ma sarà anche uno stimolo per le Regioni. Le aziende sanitarie dovranno competere per offrire i servizi migliori, attivando un circolo virtuoso con ricadute positive sulle persone, ma anche sui lavoratori del Ssn, che devono sentirsi maggiormente valorizzati”.

“I direttori generali delle aziende sanitarie – conclude nel comunicato il ministro - saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi agli adempimenti dei Lea: questo significa che chi non mette l’efficienza delle liste d’attesa al primo posto del suo mandato, potrà essere rimosso dall’incarico”.