Pubblichiamo il discorso di Papa Francesco alla Conferenza Internazionale su giovani e dipendenza da droghe e interne tenuta recentemente in Vaticano.

 

Cari fratelli e sorelle,

 

vi  accolgo  volentieri  al  termine  della  vostra  Conferenza  Internazionale  sulla  Droga  e  le Dipendenze. Vi saluto tutti cordialmente e ringrazio il Cardinale Turkson per le parole con cui ha introdotto il nostro incontro.

In questi giorni avete affrontato temi e problematiche legati al preoccupante fenomeno della droga  e  delle  vecchie  e  nuove  dipendenze  che  ostacolano  lo  sviluppo  umano  integrale.  L’intera comunità  nel  suo  insieme  è  interpellata  dalle  attuali  dinamiche  socio-culturali  e  dalle  forme patologiche  derivate  da  un  clima  culturale  secolarizzato,  segnato  dal  capitalismo  di  consumo, dall’autosufficienza, dalla perdita dei valori, dal vuoto esistenziale, dalla precarietà dei legami e delle relazioni. La droga, come già più volte sottolineato, è una ferita nella nostra società, che intrappola  molte persone nelle sue reti. Sono vittime che hanno perso la loro libertà in cambio di questa schiavitù, di una dipendenza che possiamo definire chimica.

L’uso della droga causa gravissimi danni alla salute, alla vita umana e alla società. Tutti siamo chiamati  a  contrastare  la  produzione,  l’elaborazione  e  la  distribuzione  della  droga  nel  mondo.  È dovere e compito dei governi affrontare con coraggio questa lotta contro i trafficanti di morte. Un ambito sempre più rischioso si sta rivelando lo spazio virtuale: in alcuni siti di Internet, i giovani, e non solo, vengono adescati e trascinati in una schiavitù dalla quale è difficile liberarsi e che conduce alla perdita del senso della vita e a volte della vita stessa. Di  fronte a questo scenario preoccupante, la  Chiesa  sente  come  urgente  il  bisogno  di  instaurare  nel  mondo  contemporaneo  una  forma  di umanesimo  che  riporti  al  centro  del  discorso  socio-economico-culturale  la  persona  umana;  un umanesimo che ha quale fondamento  il “Vangelo della Misericordia”. A partire da esso, i discepoli di Gesù trovano ispirazione per attuare un’azione pastorale veramente efficace al fine di alleviare, curare e guarire le tante sofferenze legate alle multiformi dipendenze presenti sulla scena umana.

Nella società dello scarto, Dio non scarta nessuno; per Lui nessuno è irrecuperabile!

La Chiesa, unitamente alle istituzioni civili, nazionali e internazionali, e alle diverse agenzie educative,  è  fattivamente  impegnata  in  ogni  parte  del  mondo  per  contrastare  il  diffondersi  delle dipendenze mobilitando le proprie energie sulla prevenzione, la cura, la riabilitazione e sui progetti di reinserimento per restituire dignità a coloro che ne sono stati privati. Per vincere le dipendenze è necessario un  impegno sinergico, che coinvolga le diverse realtà presenti sul territorio nell’attuare programmi sociali orientati alla salute, al sostegno familiare e soprattutto all’educazione. In questa prospettiva, mi unisco agli auspici che avete formulato nella vostra Conferenza, affinché vi sia un maggiore  coordinamento  delle  politiche  antidroga  e  anti-dipendenze,  creando  reti  di  solidarietà  e prossimità nei confronti di coloro che sono segnati da queste patologie.

Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio tanto per il contributo che avete offerto in questi giorni di studio e di riflessione. Vi incoraggio a proseguire, nei diversi ambiti in cui operate, il vostro lavoro di animazione e di sostegno anche in favore di coloro che sono usciti dal tunnel della droga e delle varie  dipendenze.  Queste  persone  hanno  bisogno  dell’aiuto  e  dell’accompagnamento  di  tutti  noi: potranno così a loro volta lenire le sofferenze di tanti fratelli e sorelle in difficoltà.

Affido il vostro impegno e i vostri propositi di bene all’intercessione di Maria Santissima Salute degli Infermi e,  mentre vi chiedo di pregare per me, benedico di cuore tutti voi, le vostre famiglie e le vostre comunità così come sono «lodevoli gli studi e le occasioni di confronto capaci di incrementare la consapevolezza sull’impatto e la natura dei costi sanitari e sociali causati dalle droghe; di rafforzare la capacità di gestire i trattamenti farmacologici e rieducativi; di aumentare la mobilitazione e il coordinamento delle risorse».