Non ci stanno i genitori dei ragazzi in cura all’Istituto Sant’Agostino di Noicattaro, e si sono detti pronti ad alzare le barricate quando hanno appreso del possibile trasferimento dei loro figli, maggiorenni con handicap di varia natura, in una struttura di Putignano.

“I nostri figli non sono pacchi postali – hanno affermato con forza - l’ipotesi di trasferimento in un presidio di Putignano è irricevibile”.

Opponendosi ad un criterio di selezione basato unicamente sull’età, i padri e le madri dei ragazzi seguiti al centro di Noicattaro, che hanno superato i 18 anni di età, si dicono pronti alla battaglia.

“Al Sant’Agostino – dichiara uno di loro – i pazienti vengono seguiti da personale qualificato. Per molti di loro … il terapista o l’educatore è un punto di riferimento, una figura amica nel quale porre fiducia. Affinché il trattamento sia efficace, la continuità è imprescindibile”.

Nel centro di riabilitazione, associato all’Aris, i ragazzi sono trattati all’interno di piccoli gruppi, gestiti da educatori, logopedisti e fisioterapisti, nei quali seguono progetti specifici che mirano al raggiungimento delle possibili autonomie personali e sociali.

Immediata la risposta del direttore generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, che alle proteste dei familiari ha contrapposto la necessità di convertire l’Istituto di Noicattaro in un centro dedicato all’età evolutiva, a causa delle lunghe liste di attesa di bambini e adolescenti che aspettano di essere accolti nella struttura.

“Nessun paziente sarà spostato d’ufficio senza aver raggiunto un’intesa con i familiari” – ha comunque assicurato, preannunciando la volontà di incontrare le famiglie per cercare di trovare un accordo che soddisfi le esigenze di tutti.