La celebrazione delle esequie nella cattedrale di Caltanissetta

 

Cattedrale gremita di persone nel pomeriggio di giovedì 7 marzo per l' ultimo affettuoso saluto a don Vincenzo Sorce, “anima” dell’Associazione “Casa Famiglia Rosetta”, e Vice Presidente Nazionale  dell'ARIS. Intorno a lui si è stretta innanzitutto proprio la grande famiglia di Casa Rosetta, espressione della sua  profonda vocazione pastorale, del suo impegno sociale e del suo amore per gli ultimi.  I funerali si sono svolti  nella Cattedrale  di Caltanissetta . Con il Vescovo diocesano  mons. Mario Russotto, hanno concelebrato il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, mons. Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania e presidente della conferenza episcopale siciliana, mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, mons. Calogero Peri , vescovo di Caltagirone, e mons. Rosario Gisana, di Piazza Armerina. A far da cornice il popolo di Caltanissetta, la città in cui l'Associazione - dopo un primo periodo di volontariato portato avanti da don Sorce con un gruppo di laici - è nata nel 1985 nell'intento di dare all'assistenza offerta ai più bisognosi  l'organizzazione e la qualificazione necessaria per dare risposte concrete ai bisogni emergenti (disabilità, recupero dalla tossicodipendenza). E e lo ha fatto con grande impegno anche nelle ricerca scientifica e nella formazione; allargando il ventaglio dei servizi (autismo, prevenzione genetica, parkinson, alcolismo, ludopatie) e moltiplicandoli in varie altre città della Sicilia e anche all'estero (Brasile, Tanzania).

«Importante non è sapere dove si va. È più importante conoscere chi ci conduce. E la Provvidenza aveva preparato la strada perché tanti piccoli potessero riprendersi la speranza» Così  Don Vincenzo descrive la nascita dell’Associazione: volere della Provvidenza, ma anche e soprattutto impegno di un uomo che ha saputo incarnare quella Provvidenza, mettendosi al servizio degli ultimi, dai disabili ai poveri, ai malati, per aiutarli ad uscire dal tunnel della tossicodipendenza e di altre dipendenze patologiche.

«L'uomo dal cuore ferito era dunque la via di Dio» ricorda ancora don Vincenzo nel suo testo “Il Coraggio di Osare” e proprio in funzione degli uomini dal cuore ferito ha dedicato la sua intera vita al servizio dei più bisognosi.

Giovedì pomeriggio in tanti hanno voluto rivolgere il loro commosso addio alla straordinaria figura di Don Vincenzo. Politici locali, regionali, autorità civili e militari, esponenti del mondo scientifico, del mondo accademico, della Chiesa sono sfilati dinnanzi alla bara  esposta  dalle 12 in Cattedrale.

Oltre ai sindaci e alle autorità politiche di Caltanissetta, Serradifalco e Mussomeli e molti altri comuni della Sicilia, dove “Casa Famiglia Rosetta” ha i principali centri di attività, hanno partecipato alle esequie l’Assessore del Comune di Palermo, Giuseppe Mattina. Il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, ha proclamato il lutto cittadino nella giornata dei funerali; lutto cittadino anche a Serradifalco e in altri Comuni della Provincia. Il sindaco, durante la celebrazione,  ha ringraziato don Sorce a nome dei cittadini per i servizi, l'esempio, gli insegnamenti che hanno arricchito la comunità, e per i benefici alla reputazione della città in Sicilia e nel mondo conseguenti al prestigio di Casa Rosetta.

C’erano tutti gli ospiti delle strutture di “Casa Famiglia Rosetta”. Anche loro, così come tutti i dipendenti, visibilmente commossi e uniti nel ricordo di una personalità che non si fermava di fronte a nulla pur di raggiungere gli obiettivi che, dopo meticolosa riflessione, aveva deciso di perseguire. A rendere omaggio a don Vincenzo Sorce anche tanti sacerdoti delle province di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo, oltre ovviamente a tutti i sacerdoti e ai seminaristi della Diocesi nissena.

Il Governo regionale è stato rappresentato dall’Assessore alla Salute Ruggero Razza e dall’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro.

Erano presenti anche molti di coloro che  in questi anni hanno collaborato con lui, instaurando profondi rapporti e non solo di natura professionale, primo tra tutti il prof. Umberto Nizzoli, psicologo clinico, psicoterapeuta, docente all’Università di Bologna a cui don Vincenzo aveva affidato la supervisione scientifica dell’associazione e di tutte le attività svolte dagli oltre duecento dipendenti in favore degli ospiti delle strutture; la Preside Suor Pina Del Core della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «AUXILIUM» di Roma, che proprio con don Vincenzo aveva avviato e voluto il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione sul territorio di Caltanissetta e di Partinico.

Tra i suoi amici  Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000 e per tanti anni della Rai Regionale  Parlando di don Vincenzo lo ha definito “L’uomo dell’incontro, dell’incontro con Dio, dell’incontro con i fratelli, soprattutto dei fratelli più bisognosi ai quali lui ha dedicato con passione il suo sacerdozio, il suo impegno di uomo e di cittadino. Era aperto, colto, capace di tener fede alla tradizione ma al contempo di seguire percorsi di modernizzazione in tutti i campi in cui lui si cimentava, con queste braccia sempre aperte e sulla sua bocca sempre il Sì pronto ad accogliere, a sperimentare, ad amare.

Folta la rappresentanza dell'ARIS. Con il Presidente Nazionale P. Virginio Bebber e il Direttore Generale Mauro Mattiacci erano presenti diversi membri del Consiglio Nazionale,  e  l’Avv. Giovanni Costantino. Padre Virginio Bebber, lo ha ricordato come “un grande amico, una persona che voleva bene all’A.R.I.S. Ne sentiremo la mancanza da qui in avanti, però il suo insegnamento è rimasto vivo all’interno della nostra Associazione e vogliamo farlo ancora rifiorire. Lui teneva molto alla formazione e sarà un nostro impegno quello di portare avanti questo suo grande desiderio e fare in maniera che la formazione sia un fiore all’occhiello per l’A.R.I.S.”.

Nella sua omelia, il vescovo Russotto ha esaltato la figura del sacerdote, dello studioso, dell’uomo carismatico che sapeva essere punto di riferimento di seminaristi e giovani sacerdoti. «Don Vincenzo – ha ricordato il vescovo – era un uomo tenace e audace. Ha sempre trovato il coraggio di osare, anche nella ribellione, nella non conformità al modo comune di pensare e di agire. E la tenacia è stata in lui virtù di perseveranza, perché ha sempre saputo raggiungere gli obiettivi che si prefiggeva. Era audace nella progettazione del bene e nelle vie per operare in bene, tenace nel modo nel modo di perseguirle. E se stentava a collaborare con altri, poi è sempre riuscito ad ottenere la collaborazione dagli altri, perché era un uomo di una umanità solidissima, ed era un sacerdote innamorato di Dio e del suo sacerdozio. Don Vincenzo era un uomo di preghiera, era un prete capace di trattenersi anche a lungo nella camera del suo cuore in un dialogo con il suo Signore, un prete che amava cercare il Signore nella preghiera. Era un uomo dal cuore grande, capace e dare ospitalità a tutti, un sacerdote capace di chinarsi di fronte alle critiche degli uomini e delle donne, capace di chinarsi anche sulle ferite di tanti sacerdoti e molti giovani sacerdoti, alunni suoi lo cercavano all’eremo a Serradifalco per passare con lui una giornata, per trascorrere con lui ore di discernimento, di preghiera, di amicizia, di condivisione, per essere aiutati a trovare una luce, una strada per riprendere il mano il senso del proprio sacerdozio. Don Vincenzo mai si è negato ai suoi confratelli, e io gli avevo affidato una scuola di formazione di seminaristi perché potesse aiutarli ad apprezzare, ad amare il sacerdozio facendo della propria vita un servizio di amore speso per tutti».

Tutto ciò che è amato cresce”, questa una delle frasi che don Vincenzo amava portare avanti e oggi ne è la riprova il fatto che tutto ciò che Lui ha amato – con dedizione, impegno e costante spirito di sacrificio - è cresciuto, ha germogliato, creando e curando questa grande famiglia che si stringe nel ricordo di un grande Uomo.

Giacomo D’Agostini

ASSOCIAZIONE CASA FAMIGLIA ROSETTA