Assistenza sanitaria a pazienti ortopedici, neurologici e con cerebrolesioni che necessitano di riabilitazione effettuata in regime di ricovero, sia ambulatoriale che domiciliare è uno i servizi che il Centro “S. Maria ai Colli – Presidio sanitario Ausiliatrice” Fondazione Don Gnocchi di Torino offre nel panorama della sanità piemontese.

«L’allungamento dell’aspettativa di vita – spiegano i sanitari della struttura - ha aumentato la complessità dei problemi di salute, in termini di pluripatologia, cronicità e fragilità, che può essere incrementata dalla condizione economica e sociale, con sempre un sempre maggiore onere economico e impegno sulle famiglie. Tali elementi mettono in evidenza la necessità di un approccio multidisciplinare alla persona, in grado di costruire un percorso di presa in carico condiviso e capace di avvalersi della ricchezza di diverse e specifiche competenze in cooperazione fra loro».

Tra queste, l’empowerment è suggerito come una possibile soluzione dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che definisce essenziali l’informazione e l’educazione della persona e della comunità. Per empowerment si intende un processo sociale di riconoscimento, promozione e miglioramento delle abilità della persona, al fine di rispondere ai propri bisogni, risolvendo i problemi e attivando le risorse individuali. In questo senso, nella Fondazione Don Gnocchi viene attribuita grande importanza alla creazione di un rapporto medico-paziente in grado di garantire una buona comunicazione e una corretta informazione. Tale approccio va esteso anche ai familiari e a coloro che si occupano dell’assistenza del paziente, soprattutto in quei casi in cui il paziente stesso risulti non autonomo nelle attività della vita quotidiana.

«L’obiettivo – aggiungono i sanitari - è la realizzazione di un processo di empowerment della persona in un contesto multidisciplinare che vede l’attuazione di una presa in carico del paziente caratterizzata dal contributo di diversi professionisti: dal logopedista al terapista occupazionale, dallo psicologo al fisioterapista, dall’infermiere all’operatore socio-sanitario, fino al medico. Tale presa in carico inizia nel momento stesso del ricovero nella struttura e prosegue per tutta la durata della degenza con incontri periodici di counseling tra il personale e i parenti, finalizzati, oltre che ad aggiornare gli stessi sull’evoluzione del quadro clinico del paziente, anche a fornire supporto. Ad esempio: un aiuto psicologico laddove necessario, o indicazioni e consigli utili per la gestione delle disabilità o consulenza e prescrizione di ausili indispensabili per garantire al paziente la massima autonomia possibile».

La presa in carico multidisciplinare del paziente e della sua famiglia è parte integrante e irrinunciabile del percorso riabilitativo che si effettua al Centro della Fondazione Don Gnocchi. Essa non termina con la dimissione del paziente dal reparto di riabilitazione, ma prosegue accompagnando lo stesso e i suoi familiari attraverso le attività di assistenza domiciliare ed ambulatoriale, garantendo in tal modo una reale continuità delle cure.

 

Documentazione

“Gustare la vita, curare le relazioni”: XXII Convegno Nazionale di Pastorale della Salute

Si svolgerà in due sessioni il prossimo Convegno Nazionale di Pastorale della salute organizzato on line dall’Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale della Salute. Dal 3 al 10 maggio si svolgeranno 14 sessioni tematiche, dall’11 al 13 maggio tre sessioni plenarie.

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