L’IRCCS San Camillo di Venezia si conferma una eccellenza nazionale aggiudicandosi il bando dello scorso anno per quattro progetti di ricerca finalizzata. 1.700 milioni di euro messi a disposizione dal ministero della Salute per finanziare il bando rivolto a tutti i destinatari del sistema sanitario nazionale.

Questi i progetti:

ricercatore Dante Mantini (PhD attuale direttore scientifico del San Camillo):

«Il progetto si propone di sviluppare nuove tecniche diagnostiche basate sull’EEG ad alta densità per lo studio dell’ictus cerebrale. Saranno in particolare esaminate le oscillazioni neuronali prodotte spontaneamente dal cervello e come la loro alterazione può predire deficit motori e cognitivi osservati subito dopo un ictus, così come il loro recupero nel tempo».

ricercatore Giorgio Arcara (PhD in Psicobiologia):

«Lo scopo di questo progetto è migliorare la valutazione e il trattamento dei disturbi di comunicazione in pazienti con malattie neurologiche e psichiatriche. Il progetto consiste di tre parti. La prima ha come obiettivo il miglioramento della valutazione dei disturbi di comunicazione tramite lo sviluppo di un breve test neuropsicologico. La seconda parte prevede lo sviluppo di un trattamento di riabilitazione per pazienti con questo tipo di disturbo. L'ultimo passo prevede lo studio delle basi neurali di questi disturbi».

ricercatore Francesca Burgio (PhD in Neuroscienze):

«Il progetto affronta per la prima volta in Italia la valutazione della capacità di una persona di gestire i propri soldi con finalità clinica e riabilitativa, cercando anche di rispondere a tali difficoltà con la creazione di un pacchetto riabilitativo che esplori gran parte delle competenze richieste dal rapporto con il denaro (dal riconoscimento e conteggio fino all’evitare frodi e truffe in ambito finanziario)».

ricercatore Pierpaolo Busan (PhD in Neuroscienze):

«Sarà studiata la balbuzie persistente in età adulta tramite l’utilizzo di tecniche quali la stimolazione magnetica transcranica (TMS), l’elettroencefalografia (EEG) e la magnetoencefalografia (MEG), che verranno applicate sulla corteccia motoria di persone balbuzienti durante la preparazione di movimenti, per comprendere meglio le errate dinamiche di preparazione del movimento stesso. Questi dati saranno disponibili per sperimentare nuove metodiche di riabilitazione non invasiva, utili per migliorare in tempo reale il funzionamento dei circuiti motori coinvolti nella balbuzie».