Anche l’Aris tra le associazioni che hanno recentemente aderito al Forum delle associazioni sociosanitarie.

L’Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari contribuisce così a nutrire il folto gruppo di associazioni di carattere nazionale che aderiscono al Forum.

In un recente incontro con la stampa sono stati ribaditi gli obiettivi, orientati alla difesa della vita dal concepimento al suo termine naturale, e alla lotta alle disuguaglianze nella salute.

Problematiche queste che emergono in maniera sempre più pressante, tanto che, considerando anche i ventilati tagli dei fondi a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale, il Forum proporrà che il “SSN organizzi delle reti territoriali” e che, a livello diocesano, “in ogni parrocchia, con la collaborazione della Pastorale della salute, delle Caritas e dell’Azione Cattolica, si attivi una sentinella per individuare le persone più fragili, bisognose di prestazioni sanitarie”.  

Nel corso dell’evento è stata presentata una iniziativa, promossa dal Movimento per la Vita e condivisa dal Forum, dal titolo: “Cuore a Cuore”, un appello alle donne perché siano disposte a dichiarare apertamente – come spiegato da Marina Casini, Presidente del Mpv e vicepresidente del Forum – che il concepito è un essere umano. “Una occasione – ha sottolineato la Casini - per organizzare una nuova mobilitazione generale in difesa delle vita nascente e promuovere e consolidare la collaborazione con le altre realtà associative”. E’ sempre più necessario “riconoscere legislativamente – ha continuato – che il concepito è uno di noi, riformare la disciplina dei consultori familiari, potenziare concrete forme di solidarietà a livello istituzionale e associativo nei riguardi delle donne in gravidanza”.

Al momento è stata attivata una mail dedicata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. cui è possibile scrivere per aderire all’appello con una adesione in forma libera.   

Le considerazioni sulla legge sulle DAT e sulle proposte di legge sull’eutanasia hanno animato gran parte dell’incontro, facendo particolare riferimento ai rischi che corrono i più deboli e i più fragili, come coloro che soffrono di disagio mentale.

“In Italia – ha affermato Barbara Costantini dell’Aiop – una legge sull’eutanasia renderà, nel tempo, quello che oggi viene presentato come un diritto, una scelta obbligata per liberare se stessi e gli altri dalla sofferenza”.

“La legge sull’eutanasia - ha concluso Aldo Bova, presidente del Forum – automaticamente si annulla se c’è un buon rapporto medico-paziente. Se c’è vicinanza ai sofferenti è difficile che la persona scelga di morire”.

Riguardo all’obiezione di coscienza, che manca nella proposta di legge sull’eutanasia, Bova è stato categorico: “Noi medici cattolici, a costo di andare in galera, ci rifiuteremo di eseguire un’eutanasia”.