Un percorso diagnostico-terapeutico unico e completo per affrontare i problemi legati alle apnee notturne, è quanto sviluppato dalla Fondazione Poliambulanza di Brescia per affrontare i problemi di coloro che soffrono di Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS).  Sono circa 6 milioni i soggetti in età lavorativa affetti da OSAS, solo Brescia e provincia circa 200.000. 

Si tratta di un’ostruzione parziale o totale delle vie aeree che non si limita a turbare la quiete notturna, ma può avere pesanti ripercussioni sulla salute e sulla vita quotidiana. 

“E’ un progetto strutturato – chiarisce Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Poliambulanza – che prevede l’interrelazione di varie figure con competenze fra loro complementari. Uno strumento imprescindibile per garantire la presa in carico integrale del paziente ed accompagnarlo in tutte le fasi del percorso diagnostico-terapeutico.”

“Chi soffre di OSAS - spiega Carlo Lombardi, Responsabile dell’Unità Allergologia, Immunologia e Malattie Respiratorie della struttura – può andare incontro più comunemente a complicanze cardiocircolatorie, con un aumentato rischio di infarto del miocardio, di aritmie cardiache e in particolare di fibrillazione atriale. Si possono, inoltre, presentare problematiche di interesse neurologico e concretizzare un attacco ischemico transitorio o ictus cerebrale. Non solo. Le apnee notturne sono all’origine di disturbi endocrini e condizionano inevitabilmente la qualità della vita. A causa del mancato riposo, chi ne soffre, infatti, ha un minore capacità di concentrazione durante il giorno, con una conseguente diminuzione della performance lavorativa.”

Pesanti possono essere anche le conseguenze sulle strade. Nei soggetti con OSAS il rischio di incorrere in incidenti stradali aumenta fino a 7 volte e il 22% dei sinistri è provocato, secondo l’ISTAT, proprio dall’eccessiva sonnolenza. È per questo che sono state adottate misure di controllo: solo se il paziente dimostra di aver messo in atto le indicazioni diagnostiche e terapeutiche idonee per combattere l’OSAS, il medico preposto può predisporre il rinnovo della patente di guida.

Per la cura dei soggetti con OSAS, Poliambulanza prevede un percorso caratterizzato da 4 step.

Prima di tutto il paziente con sospetto clinico di apnee ostruttive è chiamato a compilare una scheda di auto-valutazione per verificare se sia realmente colpito dalla sindrome. In caso affermativo viene indirizzato ad un test di screening rappresentato dal monitoraggio del sonno, attraverso un’apposita apparecchiatura. Se l’esame risulta positivo per le OSAS, il soggetto viene inserito in un percorso valutativo clinico-strumentale, articolato su diversi approfondimenti alternativi, e sulla base dei dati ottenuti viene individuata la terapia più idonea.

Durante tutto l’iter il paziente ha come riferimento il Clinical Manager, il medico responsabile della relazione di cura a cui spetta il monitoraggio del percorso interdisciplinare, e il Case Manager figura sanitaria non medica a cui può far affidamento per le necessità organizzative e gestionali.

Secondo gli esperti, in futuro ci si dovrà aspettare un significativo aumento di questa patologia.

“Tra i fattori di rischio delle OSAS – chiarisce Lombardi - il sesso maschile, la circonferenza del collo superiore a 40 cm, l’anzianità e l’obesità, in rapida crescita in Italia. Se, infatti, tra i soggetti normo-peso c’è una prevalenza della patologia del 4% negli uomini e del 2% nelle donne, nei pazienti in sovrappeso la prevalenza aumenta tra il 3 e il 28%. In particolare il 40% delle persone con un indice di massa corporea superiore a 30 ha un’OSAS accertata. Inoltre il 70% degli uomini anziani e più del 50% delle donne over 65 soffre di una qualche forma di sindrome delle apnee ostruttive.”