“The Italian Forum on Medical HAL 2019”, è il titolo dell’evento organizzato dalla Fondazione Don Gnocchi presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Santa Maria Nascente” di Firenze, sabato prossimo 5 ottobre, alle ore 15.

Protagonista dell’evento sarà “Hal”, esoscheletro di produzione giapponese, che sarà accompagnato per l’occasione dal suo stesso ideatore, il Prof. Yoshiyuki Sankai, Docente alla Graduate School of Systems & Information Engineering dell'Università di Tsukuba e Direttore e Amministratore Delegato di Cyberdyne, lo spin-off che ha portato alla realizzazione di Hal.

 

Questo evento non vuole essere solo un momento di confronto scientifico – precisa Maria Chiara Carrozza, Direttore Scientifico della Fondazione Don Gnocchi – È una tappa precisa nel progetto della Fondazione di creare a Firenze e negli altri centri di riabilitazione che abbiamo attivi in Italia un claster avanzato per la sperimentazione di Hal e degli altri modelli di esoscheletri oggi disponibili”.

 

La collaborazione con lo spin-off giapponese e l’introduzione di Hal nei programmi di sperimentazione clinica della Fondazione Don Gnocchi è il passo più recente di un cammino iniziato già da alcuni anni e che vede la Fondazione impegnata nella sperimentazione multicentrica di esoscheletri di produzione italiana, realizzati dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

 

“I 4.000 posti letto di riabilitazione che abbiamo attivi in Italia – prosegue Maria Chiara Carrozza – ci permettono di fare ricerca anche nel settore della biorobotica come è giusto attendersi da un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Intendo ricerca fortemente orientata ai bisogni clinici del paziente”.

 

Tra gli aspetti più peculiari di “Hal”, che potranno essere analizzati nel corso dell’evento, c’è la capacità dell’esoscheletro giapponese d’interpretare le intenzioni di movimento della persona che lo indossa. La trasformazione di questi robot indossabili, da “impalcature” che muovono la persona a tecnologie che si muovono insieme alla persona, è infatti l’ultima frontiera di un lungo cammino di ricerca e sviluppo che ha mosso i primi passi negli anni sessanta del secolo scorso.

 

“La qualità dei percorsi di riabilitazione che possiamo garantire ai nostri pazienti – ha dichiarato Francesco Converti, Direttore Generale della Fondazione Don Gnocchi – dipende strettamente dal nostro impegno nel settore della ricerca. Con eventi come quello in programma a Firenze sabato prossimo puntiamo a rafforzare le collaborazioni internazionali della Fondazione”.