Le Regioni hanno raggiunto l'intesa per il riparto del Fondo sanitario 2015 da 110 miliardi di euro. L'annuncio è stato dato dal presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, al termine di una sessione di lavoro straordinaria.   "Abbiamo raggiunto l'intesa sul riparto del Fondo che prevede
l'utilizzo di un fondo premiale affinché nessuna Regione perda più dello 0,5% rispetto allo scorso anno. C'è stata una trattativa per tenere conto di alcune istanze del Veneto ma la trattativa si è chiusa positivamente. C'è un impegno politico preciso nato dalla richiesta delle Regioni Campania, Veneto e
altre per rivedere i vecchi parametri".    Si è trattato di "impegno politico preciso di rivedere i parametri tenendo conto del criterio della popolazione, della sua anzianità ma anche di indici di deprivazione sociale e culturale che possono avere effetti sulla sanità. Accanto a questo, l'obiettivo è intensificare la logica dei costi standard anche per premiare chi, oltre a garantire i lea, i livelli essenziali di assistenza, garantisce una spesa efficiente", ha concluso Chiamparino.    In pratica, il taglio quest'anno varrà per tutti ma con un impegno preciso di solidarietà tra le Regioni.
   La volontà dei governatori di raggiungere in breve tempo un accordo era stata manifestata fin dalle prime battute dell'incontro: ma c'erano perplessità sulla proposta messa a punto nei giorni scorsi dalla Commissione sanità della Conferenza da parte di alcuni, in particolare dalla Regione
Veneto. "Questa proposta non ci convince - aveva spiegato l'assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto - non  tiene conto delle Regioni virtuose, non tiene conto di chi non ha attivato l'addizionale Irpef nè delle ristrutturazioni e delle revisioni del Sistema sanitario che noi abbiamo già attivato.
Noi abbiamo già dato vita alla centrale acquisti e non capisco perché dobbiamo pagare più degli altri". Rilievi poi mediati dalla trattativa che ha portato infine all'accordo.    Per quanto riguarda il 2016, il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ha auspicato che vengano "individuati criteri più rappresentativi, sapendo che si sono rigidità da parte delle risorse".    Anche l'assessore alla salute della Regione Emilia Romagna, che coordina la Commissione salute della Conferenza delle Regioni Sergio Venturi ha confermato che ci si metterà "presto all'opera per una revisione dei criteri, come chiesto da alcune regioni, così da introdurli dalla prossima approvazione del Fondo 2016 che contiamo avvenga tra fine inverno e l'inizio della prossima primavera".
   I vecchi criteri finora adottati sono il numero della popolazione, la sua anzianità e i livelli di assistenza erogati dalle tre regioni cosiddette benchmark. Le Regioni del sud vorrebbero introdurre altri criteri, di tipo "sociologico" ed epidemiologico mentre le Regioni guidate dalla Lega chiedono da tempo l'introduzione dei costi standard per tutti.

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