Lo scorso 19 novembre, nel corso dell'incontro promosso dal Centro Studi ARIS, e' stata discussa con l'on. Luigi Morgano, europarlamentare, la possibilità di ampliare a livello europeo la riflessione e lo studio che, in tema di medicina riabilitativa e relativi servizi, abbiamo avviato, come ARIS, sul piano nazionale con la ricerca condotta in collaborazione con AGENAS, grazie ad un finanziamento CCM.

L'ipotesi presa in esame concerne l’opportunita' di analizzare e mettere a confronto i servizi di riabilitazione tra vari Paesi dell'Unione Europea, attraverso un percorso che preveda, anzitutto, la proposta di una "azione preparatoria" o di un "progetto pilota", passaggi preliminari alla formalizzazione di bandi europei specificamente riservati alla materia in oggetto.

Essendo l'incontro di carattere esplorativo e, dunque, preliminare, e' stato volutamente riservato al ristretto gruppo di collaboratori che hanno guidato e condotto la precedente ricerca.

Peraltro, l'iniziativa ha gia' ottenuto un assenso di massima da parte di tutti gli IRCCS che sono stati, appunto, attori del progetto di cui sopra.

Hanno preso parte alla discussione Raffaele D'ARI, Sergio Dugone ( responsabile ARIS per la riabilitazione ) Tiziano Vecchiato (Fondazione Zancan), Antonino Salvia (IRCCS S. Lucia), Giancarlo Binetti ( IRCCS "San Giovanni di Dio" FBF), Vincenzo Iaia ( IRCCS "San Camillo"), Paolo Mocarelli ( IRCCS "Fondazione Don Gnocchi"), Nevio Boscariol ( settore economico ARIS), Domenico Galbiati ( Centro Studi ARIS ed IRCCS "Medea", in rappresentanza della d.ssa Pellegri che non ha potuto prendere parte personalmente all'incontro).

Ha giustificato la sua forzata assenza, per un improvviso impegno familiare, Enrico Castelli ( IRCCS "Bambino Gesù").

È stata da tutti condivisa l'opportunità che il percorso intrapreso da ARIS in ordine alla riabilitazione sia ulteriormente sviluppato e, in particolare, che si cerchi di affrontare la tematica a livello europeo, pur nella consapevolezza delle difficoltà che tale proposito necessariamente implica e coscienti, pertanto, che si tratta di intraprendere un cammino che sicuramente si presenta problematico e per nulla scontato in quanto al successo finale.

Si conviene, d'altra parte, circa la necessità che la riabilitazione alzi l'asticella delle sue ambizioni in quanto a rivendicazione del riconoscimento che il suo ruolo merita nel quadro complessivo delle discipline cliniche e biomediche.

Inoltre, va considerata la necessità di guardare fin d'ora, in prospettiva, al processo che si determinerà grazie alle direttive "cross-border", finalizzate alla libera circolazione dei pazienti nelle strutture sanitarie dell'UE.

Particolare attenzione viene riservata al problema della "deospedalizzazione" o - detto in altri termini - della "appropriatezza" dei ricoveri e, cioè, in definitiva alla riconversione anche dei servizi di medicina rIabilitativa da una fase storica prettamente e marcatamente "ospedalocentrica"  ad una incentrata su una diversa articolazione dei servizi, orientata ad una crescente integrazione con il territorio, nel segno di una effettiva continuità' terapeutica.

A maggior ragione, appare, dunque, rilevante una possibile comparazione tra i sistemi di "governance" del settore che si sono storicamente consolidati nei singoli Paesi, anche in funzione dei diversi approcci culturali ed etico-antropologici all'argomento, nonché prestando attenzione alle conseguenze che ricadono anche, o particolarmente, sui servizi di riabilitazione in funzione dei programmi di contenimento di una spesa pubblica che, sul versante sanitario, e' messa duramente alla prova soprattutto dall’invecchiamento della popolazione.

Viene sottolineato come esistano gia' canali di comunicazione con importanti centri sanitari europei e come altri se ne possano avviare probabilmente anche attivando forme di collaborazione tra ARIS ed analoghe associazione di sanita' cattolica in altri Paesi d' Europa.

In modo particolare, viene concordemente accolta la raccomandazione dell'on. Morgano che ci si orienti verso un progetto molto preciso e circostanziato anche per quanto riguarda il suo impianto clinico-scientifico, a cominciare da una puntuale indicazione delle patologie che vengono individuate come riferimento specifico dell'azione che si intende proporre.

Viene, altresi', accolta molto favorevolmente la proposta dell'on. Morgano che, una volta definita la struttura portante del progetto, si proceda ad alcune possibili "audizioni" a livello europeo, sia presso gli organi della Commissione competenti per la ricerca bio-medica che presso le stesse Commissioni del Parlamento Europeo o davanti all'intergruppo parlamentare per la "dignità' della persona".

Atteso che, nel corso dell'incontro, Tiziano Vecchiato ha gia' prefigurato - articolandone sei possibili WP, secondo un indirizzo concettualmente ispirato ad una logica di "welfare generativo" - la traccia generale del progetto, si decide di convocare, prima del prossimo Natale, un secondo incontro allargato a tutti gli enti che si sono gia' dichiarati disponibili, al fine di esaminare una più' compiuta elaborazione di tale schema cosI' da entrare direttamente nel vivo dei contenuti, anche in considerazione della scadenza dei termini di presentazione dei "progetti pilota" 2016 che cadrà, come ogni anno, tra maggio e giugno.

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