Esplorare il corpo umano dall’esterno con l’utilizzo delle immagini. Per guardare l’organismo con gli “occhi” della tecnologia, la Diagnostica per Immagini si avvale oggi di strumenti sempre più avanzati per migliorare la qualità delle diagnosi. Sullo stato dell’arte e i nuovi scenari per il futuro, esperti del mondo medico, scientifico e universitario provenienti da tutta Italia si sono riuniti recentemente all’Isola Tiberina in occasione dell’evento promosso dalla UOC di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica dell’Ospedale Fatebenefratelli, diretta dal prof. Ettore Squillaci per presentare i nuovi traguardi raggiunti grazie all’evoluzione teconologica nei percorsi diagnostici attraverso Tomografia Computerizzata (TC), Risonanza Magnetica (RM), Diagnostica Senologica e Cardiologica, Neuroradiologia, Radiologia Muscolo-Scheletrica:

Un focus particolare è stato dedicato alla presentazione delle linee di ricerca e di sviluppo delle tecnologie, dei mezzi di contrasto e dei device per la Radiologia Interventistica.

Tra i relatori, il prof. Roberto Grassi, Presidente della SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica), che ha presentato  le linee-guida portate avanti dalla SIRM nei confronti dei profondi cambiamenti etici e tecnologici che stanno caratterizzando questa disciplina, con particolare riguardo alle possibilità, ma anche ai rischi, connessi all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.  I Rettori e professori di Diagnostica per Immagini e Medicina Nucleare, Luca Brunese (Magnifico Rettore Università Campobasso) e Orazio Schillaci (Magnifico Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”) hanno presentato  lo stato dell’arte nelle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e delle Tecnologie Ibride. I temi saranno introdotti da due maestri della Diagnostica per Immagini, il prof. Giovanni Simonetti e il prof. Antonio Rotondo.

E tra le nuove strumentazioni ora disponibili in Radiologia al Fatebenefratelli è stata presentata  un’innovativa apparecchiatura per effettuare la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) considerata il gold-standard per la diagnosi strumentale di osteoporosi. La nuova tecnologia consente di “predire” il rischio di frattura, ed è in grado di gestire oltre 50 donne al giorno, con estrema precisione e dosi di radiazioni minime.