POLIAMBULANZA - Sono 4.247, attualmente, i cittadini risultati positivi al coronavirus a Brescia e in provincia. Numeri che risultano purtroppo ancora in aumento. Una situazione di assoluta emergenza a cui Fondazione Poliambulanza ha risposto tempestivamente mettendo in campo tutte le risorse umane e tecnologiche disponibili e attuando una puntuale riconversione dei reparti.
Ad oggi l’Ospedale ha dedicato 412 posti letto ai pazienti COVID-19, di cui 61 di Terapia Intensiva, 281 nei reparti riconvertiti e 70 di Osservazione Breve Intensiva in Pronto Soccorso, ottenuti dalla riconversione degli spazi dedicati ai blocchi operatori e ai relativi locali di supporto. Numeri importanti, se si considera che prima dell’emergenza i posti di Terapia Intensiva ammontavano a 21. Ma l’impegno dell’Ospedale bresciano non si ferma qui. Per fornire una collocazione più appropriata ai pazienti critici che si trovano attualmente intubati e provvisoriamente allocati nella recovery room di uno dei due blocchi operatori, sono state attuate nuove misure e nell’arco di una settimana sarà attiva un’ulteriore Unità di Terapia Intensiva di 15 posti letto.
Tra i provvedimenti adottati dall’Ospedale per far fronte all’emergenza vi è la sospensione dei ricoveri e degli interventi chirurgici in elezione, delle attività ambulatoriali procrastinabili e delle attività di libera professione. Misure che hanno permesso di liberare risorse umane, posti letto e attrezzature per reimpiegarle nella lotta al coronavirus. Ma Poliambulanza è rimasta e rimane operativa nel far fronte alle altre situazioni di urgenza non Covid-19 e ha riservato 9 posti letto di Terapia Intensiva Polifunzionale per le emergenze oncologiche e cardiovascolari. Sono state, inoltre, mantenute in piena operatività le attività di chemioterapia, radioterapia e gli interventi chirurgici oncologici da eseguire entro 30 giorni. Attivi anche Pronto Soccorso (DEA II livello), il Punto Nascita, la Terapia Intensiva Neonatale e tutte le attività ambulatoriali connesse alla gravidanza e al parto. Inoltre rimane operativo il Dipartimento Cardiovascolare. Fondazione Poliambulanza infatti è stata riconosciuta da Regione Lombardia come HUB di riferimento di Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare e Cardiologia Interventistica per la Lombardia Orientale.
“Abbiamo compiuto una riorganizzazione funzionale della nostra struttura, per fronteggiare questo momento di grande difficoltà – commenta Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza –, restando sempre fedeli ai valori in cui crediamo: l’attenzione alla persona e il rispetto per la vita e la dignità umana. Grazie all’impegno di tutto il personale, medico e infermieristico, che agisce sempre con totale dedizione, stiamo raggiungendo risultanti importanti. Le testimonianze dei nostri pazienti guariti ci confermano che stiamo agendo nel modo giusto ed è da stimolo per fare ogni giorno sempre di più, senza risparmiarci, per il bene di tutti.”

 

Fondazione Teresa Camplani  La Fondazione Teresa Camplani che dall'inizio dell'emergenza Coronavirus ha già aperto le porte delle sue tre case di cura - Domus Salutis di Brescia, Ancelle della Carità di Cremona e San Clemente di Mantova – accogliendo da altri presidi ospedalieri pazienti non positivi permettendo così alle strutture cittadine di liberare posti per i pazienti Covid-19 positivi, si fa ora parte attiva del sistema di "nosocomio diffuso": 25 sono ad oggi i posti letto attrezzati per pazienti positivi al virus nella struttura bresciana (che raddoppieranno già la prossima settimana), altrettanti nella casa di cura cremonese e da lunedì, 10 anche in quella mantovana. Un totale di 85 posti che a tendere potranno superare le 100 unità con un impegno del 50% del personale sanitario e dei servizi della Fondazione. Nel solco della missione di Maria Crocifissa di Rosa, fondatrice delle suore Ancelle della Carità, in prima linea nell'assistenza durante le epidemie di colera dell'800, l’Ente intitolato alla memoria della sua prima vicaria, Teresa Camplani, mette a disposizione interi reparti e personale sanitario. Medici, infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari, ausiliari e amministrativi accolgono dai nosocomi cittadini di primo ricovero i pazienti che non versano in condizioni di gravità ma che richiedono importante presa in cura e costante monitoraggio. Operazione che consente di ridurre il carico assistenziale e liberare posti letto negli ospedali dotati di Pronto Soccorso, aderendo alle richieste impartite di volta in volta dall’Unità di crisi di Regione Lombardia. Le tre case di cura della Fondazione hanno sospeso tutte le attività ambulatoriali e le sale operatorie fino al 13 aprile compreso, mantenendo aperte le aree prelievi e le attività radiologiche d’urgenza.  “Il sistema "nosocomio diffuso" - dichiara Fabio Russo, consigliere delegato della Fondazione - è la migliore risposta a questa emergenza. Operiamo in un circuito virtuoso: già da giorni operiamo per allentare il carico di altri presidi ospedalieri e liberare preziosi posti letto. Tutto questo è possibile grazie alla disponibilità ed alla professionalità di tutti i nostri operatori, pronti anche a rivestire ruoli diversi dal consueto”.