Santo Stefano -“In riabilitazione non si può rimanere fermi a lungo, si rischia di vanificare i recuperi e tutto il percorso terapeutico svolto fino a quel momento”.

E’ questa la preoccupazione principale manifestata, fin dai primi giorni dell’emergenza legata al Coronavirus, dai responsabili dei Centri ambulatoriali Santo Stefano. A tal motivo sono stati ideati dei percorsi e soluzioni alternative per poter continuare a stare accanto a chi ha un bisogno riabilitativo.

Persone che stavano svolgendo un programma di recupero funzionale post intervento chirurgico, famiglie con bambini che stavano svolgendo un percorso di organizzazione dello sviluppo neuromotorio e cognitivo-comportamentale, non possono interrompere a lungo la riabilitazione senza rischiare di veder vanificato tutto il recupero ottenuto ed ancor più pregiudicata l’aspettativa futura.

Si tratta di percorsi assistenziali in Teleriabilitazione, secondo il modello già noto della Telemedicina.

Da Ascoli a Pesaro, passando attraverso San Benedetto, Civitanova, Macerata, Tolentino, San Severino, Camerino, Matelica, Fabriano, Filottrano, Jesi, e Porto Potenza Picena, i 13 centri ambulatoriali Santo Stefano ed il Myolab di Jesi (prevalentemente chiusi dallo scorso 6 marzo in ottemperanza alle restrizioni governative, fatto salve le urgenze), stanno attivando contatti capillari per interventi online finalizzati al monitoraggio continuo ed alla continuità del percorso terapeutico anche se a distanza.

Dalla metà di marzo gli operatori Santo Stefano hanno già attivato un servizio gratuito di consulenza riabilitativa e di supporto psicologico a distanza, utilizzando ogni canale di contatto disponibile: telefono, web, social, per tutte le persone e le famiglie in carico alle rispettive strutture territoriali.

Tale iniziativa vede coinvolti tutti i professionisti che operano all’interno dell’equipe multidisciplinare: medici specialisti, psicologi, assistenti sociali, logopedisti, fisioterapisti, terapisti della neuropsicomotricità, educatori professionali, terapisti occupazionali. Tutti a disposizione della popolazione regionale in base ad una precisa pianificazione dei contatti ed una puntuale programmazione delle sedute online.

Questi alcuni dei percorsi in fase di attivazione: consulenze neuropsichiatriche infantili online supportate da invio di video e audio e relativo commento professionale; sportello pedagogico telematico a sostegno dell’impegno scolastico, anch’esso a distanza, che i bambini e le rispettive famiglie, stanno affrontando in questa delicata fase; videotutorial per l’allenamento a domicilio del pavimento pelvico. Nel settore dello sviluppo linguistico e neuropsicomotorio, il sostegno verrà offerto attraverso teleconsulti programmati e specifici, anch’essi supportati da videotutorial ed informazioni certificate dagli esperti.

In questa delicata fase di distanziamento, un’attenzione particolare viene rivolta ai bambini con autismo ed alle loro famiglie, che verranno supportate attraverso sessioni di lavoro online con psicologi, educatori, logopedisti ed altri professionisti del settore, con la riproduzione, necessariamente a distanza, del lavoro collegiale con genitori ed insegnanti. Sono progetti specifici atti ad affrontare le ripercussioni dell’isolamento sociale sul comportamento del bimbo, già di per sé molto fragile, a causa delle caratteristiche dello spettro autistico.

Verranno inoltre diffusi consigli sia ai genitori - riguardo la gestione dei figli in questo periodo di forzata e prolungata vita domestica, alle prese con lo studio, i compiti e la quotidianità - sia agli insegnanti –in particolare di “igiene vocale” e prevenzione dei disturbi alla voce, data la modalità di sollecitazione del tutto nuova a causa della frequente didattica online.

Molto importante anche l’attività rivolta ai pazienti guariti dalla infezione Covid, per i quali, nella fase acuta del virus, si è resa necessaria l’intubazione e che si trovano a dover affrontare un periodo di rieducazione della deglutizione.