In Italia oltre 6 pazienti su 100 contrae una infezione durante un periodo di degenza in una struttura sanitaria. Si chiamano "infezioni correlate all’assistenza" (ICA) e rappresentano la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria.

Ecco perché la clinica Villa dei Pini di Civitanova Marche, che fa della chirurgia protesica uno dei suoi fiori all'occhiello, ha pensato di potenziare sicurezza e processi di sanificazione dei propri ambienti chirurgici, sebbene i dati della clinica civitanovese confermino anche per il 2019 il basso tasso di incidenza delle ICA. Villa dei Pini si è dotata di un Robot capace di eradicare il 99.99% di batteri, virus e patogeni negli ambienti chirurgici, l' "Hyper Light", un autentico "killer dei microrganismi", clinicamente testato per avere una capacità di eradicare il 99.99% di batteri, virus e patogeni nel raggio di 3 metri.E ci impiega appena 15 minuti.

"Una tecnologia che da la possiblità di un utilizzo facile, veloce, sicuro per l'ambiente", afferma  la Direzione Sanitaria della struttura.

Il robot lavora con un metodo di disinfezione UVGI. L'UV germicida (254nm UVC) è in grado di uccidere e inattivare i microrganismi distruggendo gli acidi nucleici e distruggendo il DNA o l'RNA, lasciandoli incapaci di replicarsi e ripararsi.

Il sistema consiste in 6 lampade UV ad amalgama e tecnologia brevettata del riflettore rotazionale per distribuire efficacemente UV-C nell'ambiente circostante per uccidere e inattivare i microrganismi.

Il robot Hyper Light Disinfection non emette ozono e non rilascia residui, quindi è completamente ecologico. Hyper Light non solo migliora l'igiene ambientale ma protegge anche i pazienti e gli operatori sanitari dalle infezioni crociate migliorando la qualità delle cure.

Del resto un recente studio nazionale ha rilevato una frequenza di pazienti con una infezione contratta durante la degenza pari a 6,3 ogni 100 pazienti presenti in ospedale.

Non tutte le ICA si possono prevenire, ma si stima attualmente che possa esserlo una quota superiore al 50%.

Ad essere interessati dalle ICA sono il tratto urinario (le infezioni urinarie sono le più frequenti e da sole rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni ospedaliere), l’apparato respiratorio, le ferite chirurgiche, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie).

Queste infezioni hanno un impatto clinico ed economico rilevante: secondo il primo rapporto globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le ICA provocano un prolungamento della durata di degenza, disabilità a lungo termine, aumento della resistenza dei microrganismi agli antibiotici, un carico economico aggiuntivo per i sistemi sanitari e per i pazienti e le loro famiglie e una significativa mortalità in eccesso.

Si stima che in Europa le ICA provocano ogni anno 16 milioni di giornate aggiuntive di degenza, 37.000 decessi attribuibili prevalentemente ad esse e 110.000 decessi per i quali l’infezione rappresenta una concausa.