I Centri di Riabilitazione e Residenze Sanitarie per disabili chiedono all’USL Toscana Centro di erogare i sostegni economici previsti dalla Regione per la chiusura forzosa durante il lockdown.

Aiaba, Anffas, Cro, Cte, Associazione Agrabah, Fondazione Stella Maris, Misericordia, Oda e Pamapi denunciano la grave difficoltà economica in cui si trovano questi centri a seguito delle ripetute inadempienze dell’USL Toscana Centro nell’erogazione di quanto previsto sia dai provvedimenti governativi durante e dopo il lockdown, sia dai successivi provvedimenti regionali. Tali sostegni, a tutt’oggi, non sono stati erogati. Come è noto, i Centri di riabilitazione che svolgono servizi in diurno sono stati chiusi forzosamente per disposizione del Governo e della stessa Regione, quale misura di prevenzione indispensabile al contenimento della diffusione dell’epidemia. In particolare i Centri sono stati chiusi dalla metà di marzo fino a circa la metà di giugno, quando sono stati progressivamente riaperti.

Gli assistiti e gli ospiti che frequentano i Centri sono tutti portatori di disabilità neuropsichiche gravi e gravissime, quali ritardo mentale, autismo, gravi disturbi del comportamento. Durante questo difficile periodo è stata comunque attuata un’intensa attività di contatto con le famiglie, tutte in grave difficoltà perché private del consueto sostegno che i Centri danno loro in modo continuativo. Il provvedimento di governativo di chiusura prevedeva sostanzialmente l’erogazione del budget economico già previsto a bilancio preventivo dell’USL Toscana Centro (quindi senza alcun aggravio economico) per il mantenimento in vita dei Centri, per coprire gli ingenti costi di gestione non altrimenti comprimibili, soprattutto quelli relativi al personale, ed eventualmente le prestazioni a distanza che potevano essere erogate laddove fosse stato possibile. Sin dall’inizio l’USL Toscana Centro è stata molto restìa ad erogare i sostegni economici, cercando di limitare l’erogazione economica delle rette giornaliere solo in caso di effettuazione di una prestazione riabilitativa a distanza, cercando comunque di pagare la stessa retta non a valore intero, ma al 75% o addirittura al 50%.

A seguito delle rimostranze che i Centri hanno fatto alla Regione, quest’ultima ha emesso in agosto una deliberazione che prevedeva il ristoro sia delle prestazioni riabilitative effettuate a distanza (teleriabilitazione), sia dei costi incomprimibili, sia dei costi di mantenimento in vita della struttura. Subitaneamente, la USL Toscana Centro ha emesso una propria deliberazione in cui recepiva si il provvedimento regionale (non aveva inteso recepire il provvedimento nazionale fino a quel momento) ma non prevedeva il ristoro dei costi incomprimibili di personale, che costituisce la più parte delle spese da sostenere in mancanza di attività e quindi di introiti. Il risultato di tutto ciò è che i Centri oggi sono allo stremo e si trovano sul punto di non poter pagare più gli stipendi, avendo dovuto sostenere ben quattro mesi di costi di gestione, senza che potessero disporre di alcun introito. Colpisce fortemente l’indifferenza dei vertici dell’USL Toscana Centro verso Centri di riabilitazione e Residenze che hanno garantito servizi e sostegni alle famiglie da decine e decine di anni. Essi non possono risparmiare risorse economiche già messe a bilancio per i Centri e men che mai utilizzarle per altri fini per quanto utili.

I Centri chiedono dunque l’erogazione immediata del 100% dei sostegni economici previsti per i quattro mesi del periodo di lockdown per consentire loro di continuare ad erogare i servizi e continuare ad essere vicini ai disabili e alle loro famiglie, come da sempre.