A causa delle limitazioni imposte per contenere la seconda ondata della pandemia di Covid-19, le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali rischiano di vivere totalmente isolate dalla società e le loro famiglie di dover sopperire ai servizi assistenziali e riabilitativi erogati a singhiozzo o fortemente ridotti.

Questo il monito lanciato dalla Lega del Filo D’Oro in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

Inoltre, la mancata piena attuazione della legge 107/2010, che riconosce la sordocecità come una disabilità unica e specifica, e il riconoscimento della Lis e della Lis Tattile - che ancora si fa attendere - escludono di fatto le persone sordocieche dalla vita quotidiana, negando loro il diritto di potersi avvalere, anche in caso di emergenza, di un interprete all'interno di un ospedale.

Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, così come tutte le persone che hanno patologie cronico-degenerative, pluridisabilità e, più in generale, un quadro clinico già compromesso, rappresentano una delle categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il "coronavirus”, oltre ad esssre i soggetti più vulnerabili alle ricadute sociali derivanti dalla grave pandemia in corso.

"Oggi più che mai le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali – ha dichiarato Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d'Oro – hanno bisogno di risposte concrete. Il diritto all'inclusione nella società delle persone con disabilità dovrebbe essere una priorità di tutti, sia attraverso un passo avanti a livello normativo con la piena attuazione della legge 107/2010, sia con interventi, servizi e ausili atti a garantire condizioni di vita migliori e maggiore livello di partecipazione sociale anche durante una pandemia globale”.

“Il riconoscimento della Lis e della Lis Tattile – ha continuato - consentirebbe ad una persona sordocieca di beneficiare di un interprete cui potersi avvalere ad esempio in condizioni di emergenza, come ad un pronto soccorso. Questo sarebbe un sostegno fondamentale per gestire la propria vita, anche in un momento così difficile per tutti”.

Se le famiglie da sole stanno sopportando un enorme carico di fatica e preoccupazione, le persone e i bambini sordociechi e pluriminorati psicosensoriali assistiti dalla Lega del Filo d'Oro con cui sono stati avviati percorsi i riabilitativi, rischiano, con il venir meno delle attività dei Centri Diurni e dell'assistenza domiciliare, di perdere i progressi raggiunti finora.

Ecco perché il vaccino anticovid rappresenta, più che mai tra le persone sordocieche, una luce in fondo al tunnel dell’isolamento.

“Sapere che potremo contare su un vaccino e poter vivere in sicurezza quando richiediamo sostegno di un operatore o di un assistente per compiere alcune azioni di vita quotidiana, è una notizia che ci incoraggia e ci fa ben sperare – ha spiegato Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d'Oro – Ora auspichiamo che le persone con disabilità, e in particolar modo le persone sordocieche, proprio in virtù di questa esigenza anche comunicativa e di inclusione, possano rientrare tra quelle fasce di popolazione fragile, dopo i medici e gli operatori sanitari e sociali, che beneficieranno del vaccino. Sarebbe un segno tangibile che, per una volta, non siamo stati dimenticati”.