Avviato a Casa Rosetta un progetto formativo per migliorare la vita dei soggetti con disabilità intellettiva.

Il progetto – il cui obiettivo è aiutare i disabili a progredire in situazioni che richiedono l'attivazione simultanea di vari processi cognitivi differenti - si articolerà in tre moduli di due giornate ciascuno con quaranta ore di formazione. Organizzato in una parte d’aula virtuale e una di attività pratica con studio di casi clinici, il progetto, che formerà novanta professionisti interni ed esterni a Casa Rosetta, prevede anche l’impiego di strumenti di valutazione funzionale.

E’ realizzato in collaborazione con Giunti Psychometrics ed è accreditato dalla Commissione per l’Educazione in Medicina (ECM) per le professioni sanitarie, e dal CROAS Sicilia per gli Assistenti Sociali. Il primo modulo è previsto per il 4 e il 5 dicembre, il secondo per l’11 e il 12, il terzo si svolgerà nel 2021, appena cesseranno le attuali misure anti-Covid che non consentono attività in presenza.

“Questo progetto formativo – ha spiegato il presidente di Casa Rosetta, Giorgio De Cristoforo - è rivolto alle famiglie che frequentano i nostri servizi riabilitativi, ai bambini e alle bambine, al personale sanitario che compone le équipe riabilitative, agli operatori ausiliari e socio-sanitari, al personale dell’area amministrativa e della formazione”.

“La pandemia Covid-19 – ha continuato - ci ha obbligati a ridurre gli eventi già inseriti nel nostro Piano formativo 2020. Quest’anno la formazione in Associazione si è concentrata molto sui criteri di sicurezza nei luoghi di lavoro, offrendo al personale, oltre alle informazioni di base e specifiche, tutti gli elementi culturali e operativi per il contenimento della diffusione della pandemia Covid-19. È stato possibile, inoltre, realizzare alcuni significativi progetti formativi in assoluta sicurezza, nella certezza che la cura e il sostegno alle persone più fragili debbano essere garantiti”

“Per mantenere alta la qualità dei servizi – ha concluso De Cristoforo - appare quindi indispensabile continuare le attività di formazione, seppure in modalità virtuale”.