Nell’Unità Operativa 2 Urgenza Psichiatrica della Fondazione Stella Maris di Calabrone i ragazzi stanno facendo un’esperienza particolare: riciclano tutti gli scarti che trovano - pezzetti di  legno portati dal mare,  o trovati per caso nel parco, avanzi di lavorazione di falegnameria – per poi ridare loro valore e senso in altre forme. Il risultato sono originali composizioni artistiche, fantasiose e colorate, che raffigurano pesci terrestri, fenicotteri rosa, ricci, coccinelle, tartarughe, granchi e animali fantastici, che animano gli alberi del giardino dell’Istituto. Un’esperienza unica che coinvolge gli operatori e gli adolescenti ricoverati nel Servizio.

A far comprendere come gli scarti del mare possano essere ripensati per dare vita alla creatività è stato l’artista Pietro Mochi che aveva realizzato una scultura con i legni portati a riva dal mare.

“Dopo quei primi pesci costruiti con lui- spiegano gli educatori – successivamente abbiamo inventato nuovi oggetti in modo autonomo e secondo la creatività del gruppo. La valorizzazione di questi “scarti” va in parallelo con il processo di cura promosso per i nostri ragazzi: dare luce e attenzione laddove c’è opacità e svalutazione, per validare ogni risorsa residua. L’arte ha a che fare con quella verità che tocca il soggetto e lo modifica”.

“Dietro queste creazioni c’è un lavoro meticoloso – proseguono – che viene svolto sempre in gruppo. Gli operatori propongono un soggetto, i ragazzi accettano o meno, ed eventualmente rilanciano con un soggetto diverso. Quindi viene condivisa un’idea da realizzare, procedendo per prove ed errori, “a carponi”. Ultima fase è quella di colorare l’opera. La colorazione è un atto importante, non meno della costruzione, poiché viene data ad ogni tonalità un’importanza di risonanza emozionale, cercando un’armonia cromatica che meglio si addice a quel soggetto”.