Nuova edizione del Festival Internazionale del Cinema Nuovo

 

Proposta anche quest’anno l’edizione del Festival Internazionale del Cinema Nuovo, concorso internazionale di cortometraggi interpretati da persone con disabilità, promosso dall’Associazione Romeo Della Bella e Mediafriends, con la collaborazione anche della Fondazione Don Gnocchi. La Fondazione ha rafforzato nelle ultime edizioni il proprio supporto e anche quest’anno rinnoverà il premio speciale al miglior documentario sociale. Per i valori che esprimiamo e per la nostra storia – sottolinea don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione Don Gnocchi -, l’affinità con il Festival è naturale e significativa. Non dimentichiamo che don Gnocchi, sempre affascinato dai problemi che coinvolgevano i giovani, scrisse già nel 1940 un saggio sull’importanza del cinema.... Ogni attività creativa ha un ruolo importante nei progetti di riabilitazione e inclusione dei soggetti fragili. Ci auguriamo che questo cammino comune possa aprire nuovi e interessanti scenari, per approfondire ulteriormente l’importanza dell’arte nel sociale e il profondo legame tra cinema e cura».

Il Festival Internazionale del Cinema Nuovo deve la sua unicità alla partecipazione attiva di operatori e utenti di comunità, centri diurni o residenziali e associazioni di volontariato, veri protagonisti nelle diverse fasi di realizzazione dei cortometraggi. La rassegna è diventata un punto di riferimento importante e seguitissimo nel panorama delle attività cinematografiche per persone con disabilità, coinvolgendo nelle giurie delle ultime edizioni personalità di spicco come Giampaolo Letta e Pupi Avati, insieme a rappresentanti del mondo giornalistico e televisivo, oltre a noti testimonials come i comici Ale e Franz. ll bando per partecipare alla dodicesima edizione e i premi per le opere vincitrici sono consultabili all’indirizzo www.festivaldelcinemanuovo.it. Le domande di partecipazione vanno inviate entro il 30 giugno, l’invio delle opere - per le categorie Corti, Cortissimi-Videoclip e Animazione - entro il 31 luglio. Le opere finaliste saranno proiettate nelle sedi del Festival nel prossimo mese di ottobre.

 

Dalla ricerca sui movimenti all’applicazione nello sport

 

Da una interessante  ricerca traslazionale - realizzata  dal Servizio di Analisi del Movimento del Centro IRCCS “Don Gnocchi” di Firenze -, il cui obiettivo era di rendere applicabili in clinica modelli teorici validati su base sperimentale,  si è visto che attività concepite a favore di persone con patologie invalidanti possono avere  applicazione anche al di fuori del proprio campo d’azione, così come tecnologie pensate per determinati usi  possono  migliorare la vita di persone con disabilità. Un esempio ne è stato l’utilizzo in ambito sportivo di metodiche pensate per studiare in riabilitazione il cammino di persone con disturbi neuromotori. «Abbiamo già lavorato a due progetti di ricerca - spiega Laura Simoni, ricercatrice e dottoranda all'Università di Verona in Neuroscienze, scienze psicologiche e psichiatriche e scienze del movimento, che collabora con la Fondazione Don Gnocchi insieme a Guido Pasquini, fisioterapista, ricercatore presso il Centro di Firenze e membro del consiglio direttivo della SIAMOC (Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica) -: il primo, già chiuso, era focalizzato sull’analisi della corsa per valutare fattori predittivi di infortunio nei runners, sia amatoriali che professionisti; l’altro, ancora in corso, analizza e misura il consumo energetico nella corsa, valutando così i livelli di allenamento degli atleti». Dalla ricerca all’applicazione sul campo, il passo è stato breve, tanto che diversi atleti si sono avvalsi dei test messi a punto dagli operatori di Firenze che, a differenza di altre metodiche utilizzate in Toscana per valutare il gesto sportivo, hanno il vantaggio di utilizzare strumentazione e protocolli validati e riconosciuti a livello di letteratura scientifica: studio del movimento della corsa sul tapis roulant, analisi del dispendio energetico attraverso la misura degli scambi gassosi (la quantità di ossigeno inspirata, rispetto all’anidride carbonica emessa) e la misura della quantità di acido lattico prodotta sotto sforzo, attraverso l’analisi del sangue capillare. Indici utili agli atleti e ai preparatori per capire l’intensità della fatica, l’efficacia del gesto atletico e lo stato di forma degli atleti.