Al via un innovativo progetto di medicina complementare che utilizza il cinema come strumento di supporto psicologico per le donne affette da tumori ginecologici. La ricerca nasce dalla collaborazione tra la UOS di Psicologia Clinica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCSS e MediCinema Italia Onlus, e si colloca nell’ambito di una serie di nuovi studi sulla personalizzazione delle cure.

“La psicologia personalizzata – affermano gli esperti del Gemelli - interviene attraverso strumenti individualizzati. In questo progetto il modello di intervento utilizza il cinema come strumento di lavoro psicologico clinico, con l’obiettivo di supportare le pazienti nel processo di elaborazione della malattia e di facilitare la relazione psiche-soma, talvolta fratturata dalla malattia o dai cambiamenti che questa comporta”. 

Lo studio, appena avviato, sarà scandito da incontri di gruppo e proiezioni di film, con tre momenti di valutazione psico-oncologici: al tempo zero, a 3 e a 6 mesi. Il primo gruppo di pazienti coinvolte nella ricerca è costituito da 15 donne, seguite presso la UOC di Ginecologia Oncologica e il Day Hospital dei Tumori Femminili della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. È previsto anche il monitoraggio di un gruppo di caregiver e familiari di queste pazienti.

La programmazione filmica sarà quindicinale e, nel rispetto delle procedure anti Covid-19, sarà effettuata in streaming, grazie alla partnership di MediCinema Italia Onlus con Infinity+ e CHILI.  Anche gli incontri tra le pazienti e le psicologhe sono previsti su piattaforma digitale.

“Le patologie tumorali femminili – spiega Giovanni Scambia, direttore UOC Ginecologia oncologica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS - sono caratterizzate da una complessità che deve tenere conto non solo delle implicazioni fisiche, ma anche psicologiche. A essere colpita è l’essenza stessa dell’identità femminile e questo genera importanti conseguenze psico-sociali. Oltre alla cura del corpo, è fondamentale dunque prendersi cura del benessere psichico di queste pazienti, anche con strumenti innovativi come il cinema, per aiutarle a recuperare una buona qualità di vita”.