Si è conclusa all’Oasi Maria SS. di Troina la visita del Reliquiario delle Lacrime della Madonna di Siracusa, nell’ambito nel quadro celebrativo del “Patto con Maria”. Un evento che si ripete ogni anno, dal 2003, la prima domenica di ottobre, ideato dallo scomparso padre Luigi Ferlauto, fondatore dell’Associazione Oasi Maria SS. per un confronto tra l’Oasi, le famiglie ospiti dell’Istituto e le Istituzioni del territorio sulla situazione della disabilità nell’isola. Il primo momento che ha caratterizzato la giornata è stato l’incontro-dibattito, nella sala teatro dei 500, sul tema: “Carta dei Diritti e dei Doveri per gli anziani della Società” e prospettive sul “Dopo di Noi”. Un documento, elaborato da una specifica Commissione istituita presso il Ministero della Salute, presieduta da Mons. Vincenzo Paglia, che traccia le linee guida per effettuare la riforma per l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria della popolazione anziana del nostro Paese. Si stima, infatti , che la popolazione over 65 tra circa 30 anni tenderà a raddoppiare, e il segmento che registrerà il maggiore aumento sarà quello degli ultra 80enni, in quanto contestualmente crescerà l’aspettativa di vita. Uno scenario che giocoforza genererà nuove sfide in termini socio economici, di cura e di assistenza e quindi la necessità di porre le basi per sviluppare moderni paradigmi per dare risposte alle crescenti tematiche. L’incontro, moderato dal dott. Serafino Buono, responsabile dell’ UOC di Psicologia dell’Istituto, si è aperto con i saluti del direttore Generale dell’Oasi, avv. Claudio Volante, e a seguire la relazione del dott. Fabrizio Giunco, Direttore Dipartimento Cronicità della Fondazione Don Carlo Gnocchi e Responsabile Area Servizi Sociosanitari ARIS Lombardia. “La Carta – ha detto Giunco – entra nel vivo di un tema che riguarda tutti, ovvero quello dell’invecchiamento. La commissione Paglia, che in questo particolare contesto storico ha voluto selezionare il tema della non autosufficienza, ha fatto un richiamo ai diritti e doveri di tutti noi. Siamo ancora dentro l’emergenza sanitaria – ha continuato Giunco - che ha messo in luce tutta una serie di difficoltà e criticità, ma anche le cose belle del nostro sistema sanitario e non solo, ma ora bisogna riprogettare il futuro e questo documento traccia delle linee e delle indicazioni chiare, forti e impegnative per i governi, per le varie organizzazioni e anche per ognuno di noi”. Poi, sul tema del Dopo di noi, ha aggiunto: “è un argomento in profondissima evoluzione, perché stiamo cambiando tutti, stanno cambiando gli anziani e i disabili. Oggi abbiamo disabili che arrivano a 70 anni e quindi diventano anche loro anziani. Dobbiamo, dunque, riprogettare l’impostazione dei servizi e non basterà solamente mettere a disposizione ulteriori risorse finanziarie, ma necessitano soluzioni nuove come per esempio moderne abitazioni, servizi residenziali e domiciliari, per permettere a padri e madri di essere sicuri che tutti noi, anche in forma di comunità politica e comunità sociale, siano in grado di continuare ciò che loro hanno realizzato. L’Oasi per la sua storia è già anima di questo territorio, ha la capacità sia di dare risposte, sia di produrre innovazioni senza dimenticare – ha concluso Giunco - le radici che sono il contatto diretto con ogni singola persona in un contesto territoriale di interazioni politiche sane, e dunque un patrimonio di esperienza e cultura.

Il direttore generale dell’Oasi, Claudio Volante – ha proposto l’idea, da sottoporre alle istituzioni attraverso i tavoli tecnici preposti, di poter istituire un fondo di garanzia per quei soggetti che rientrano nell’ambito del cosiddetto “Dopo di Noi”. La politica deve intervenire e risolvere i problemi prima che possano nascere, non solo in situazioni di emergenza, e considerate le prospettive di invecchiamento l’Oasi è pronta a fare la sua parte in questo nuovo scenario.

Per Don Silvio Rotondo, presidente dell’Oasi, che sabato due ottobre ha celebrato il 28° anno di sacerdozio, “il tema dell’anzianità lo stiamo sperimentando oggi più che in passato. Bisogna continuare ad investire per arrivare ai nuovi modelli, compreso l’investimento sulla formazione di coloro che assistono gli anziani per creare, magari, una nuova figura professionale. Noi come Oasi abbiamo le competenze e le possibilità. La conclusione di ogni “Patto” è di fare il punto della situazione per rilanciarlo ulteriormente. Il prossimo “Patto” rientra nel contesto del ventennale dell’istituzione di questo evento e anche del centenario del nostro Fondatore, che sarà avviato tra qualche mese. Ciò rappresenterà la ripresa dell’Oasi come realtà viva e di trasformazione di un territorio. Lo è già stato per alcuni segmenti o lo sarà anche per questi nuovi modelli che vengono prospettati e tracciati”.

Nel pomeriggio, alle 17.30, si è tenuta la celebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Salvatore Muratore, Vescovo della Diocesi di Nicosia.