La FIGO (International Federation of Gynecology and Obstetrics) ha nominato la commissione che si occuperà di riscrivere i criteri di stadiazione dei tumori ginecologi. Nel ristretto panel di esperti che la compongono figura il professor Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento Universitario Scienze della Vita e di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica e Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

La FIGO riunisce le società nazionali di ginecologia e ostetricia di oltre 130 Paesi del mondo. “Tra le sue varie Commissioni – ricorda il professor Scambia -  quella sui Tumori Femminili, oltre a promuovere una serie di iniziative in vari ambiti (prevenzione primaria, screening, diagnosi, trattamento, advocacy, educazione, ricerca, cure palliative), si occupa della stadiazione dei tumori ginecologici, quella che noi usiamo ogni giorno nella pratica clinica (la cosiddetta Stadiazione FIGO). Ma oggi si è reso necessario aggiornare la stadiazione di alcuni tumori ginecologici, introducendo tra i diversi criteri anche dei parametri di biologia molecolare.

La stadiazione tumorale – sottolinea il professor Scambia - ha un valore non solo diagnostico e prognostico, ma anche terapeutico, in quanto appartenere a un determinato stadio, impronta e condiziona la tipologia di trattamenti anti-tumorali (sia primari che adiuvanti) che verranno adottati per quel particolare tipo di tumore”.