Mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, ha recentemente visitato la comunità terapeutica Terra Promessa di Casa Rosetta. Prima della Celebrazione Eucaristica da lui presieduta, è stato formalizzato il passaggio di nove residenti delle comunità (quattro di Terra Promessa, cinque dell’Oasi di Caltagirone) al “rientro”, terza e conclusiva fase del programma di recupero dalle dipendenze patologiche, che prelude al ritorno in famiglia e nella società. Rivolgendosi a loro il vescovo ha espresso la gioia di celebrare il rito di passaggio all'ultima tappa di fratelli che ce l'hanno messa tutta.

“E stata dura – ha dichiarato mons. Russotto - però ce l'avete fatta ed è motivo di gioia perché quanto più una meta costa fatica tanto più è amata”.

“Da soli è quasi impossibile – ha continuato il vescovo - ma insieme e con gli aiuti necessari possiamo vincere. La vita è una grande guerra e noi dobbiamo vincere non con bombe, missili e carri armati, ma con le armi della fortezza interiore…Questa è una guerra, quella della vita che vince solo se siamo insieme, da soli siamo prettamente sconfitti”.

Nel saluto di benvenuto il presidente Giorgio De Cristoforo ha ricordato la storia e la missione di Casa Rosetta (tredici strutture, 237 dipendenti) “nella dedizione al servizio delle persone più fragili e bisognose di sostegno e di aiuto, e nel tenere alto il profilo di questo servizio fondato anche sulla spiritualità e sulla formazione continua”.

Con un pensiero all’invasione dell’Ucraina, alle vittime innocenti e ai profughi per i quali Casa Rosetta ha offerto disponibilità all’accoglienza, De Cristoforo ha ricordato anche l’impegno per la pace che “è compito non soltanto dei capi di Stato e di Governo, ma è necessario costruirla tutti, ogni giorno, anche nella nostra vita quotidiana, sforzandoci di superare le incomprensioni, i litigi, sforzandoci di ascoltare, comprendere, chiedere scusa quando sbagliamo, con umiltà e mitezza”.

Il vescovo Russotto ha poi concluso: “E’ grazie a persone così generose, come lo è stato don Vincenzo Sorce, che voi oggi potete trovare un raggio di speranza, un raggio di sole nell'inverno di questa esistenza”.

                                                                                                                                                

 

Documentazione

Questionario sulla prevenzione del rischio clinico nelle strutture associate all'Aris.

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