Un centro di riferimento per la cura e l’accompagnamento delle gravidanze con patologie prenatali, che si avvale di competenze altamente specialistiche e che fonde insieme aspetti clinici, etici, familiari, spirituali e solidali. È questo il nuovo Percorso Clinico Assistenziale (PCA) per maternità con patologie fetali ad alto rischio e terminali (Hospice Perinatale) del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Al recente incontro di presentazione sono intervenuti, insieme a Carlo Fratta Pasini, Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Gabriella Gambino, Sottosegretario del Dicastero Laici, famiglia e vita della Città del Vaticano, Don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della salute CEI, e Padre Marco Vianelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della famiglia CEI.

Il PCA è rivolto alle donne - e alle loro famiglie - in gravidanza con sospetta o accertata patologia fetale ad alto rischio o con carattere di terminalità. Il PCA nasce dalla necessità di offrire assistenza medica perinatale (pre e post-natale) integrata, multidisciplinare e interdisciplinare.

Un percorso che si snoda in un ampio spettro di attività evidence based, che tiene conto di tutti gli aspetti legati alla patologia fetale ad alto rischio e terminale, ivi compresa l’assistenza spirituale, psicologica e il supporto logistico concreto (anche per viaggi e alloggio legati alla particolare condizione clinica) per l’accesso al Policlinico Gemelli. Questo grazie anche al contributo della Fondazione “Il Cuore in una goccia ETS”.

“I tre criteri cardine per accedere al percorso - ha spiegato Antonio Giulio de Belvis, Responsabile UOC Percorsi e Valutazione Outcome Clinici del Gemelli - sono: l’espressa richiesta di presa in carico da parte delle donne; la  necessità di favorire i processi decisionali, i tempi e le modalità di presa in carico assistenziale in essere, sempre in linea con i principi etici alla base della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e della Chiesa Cattolica; la volontà di evitare qualsiasi forma di accanimento terapeutico così come di abbandono terapeutico”.

Alla luce delle complessità e variabilità delle patologie incluse, è fondamentale che il percorso assistenziale sia integrato, multidisciplinare ed interdisciplinare, e finalizzato ad offrire la migliore assistenza specialistica perinatale (pre e post-natale) a pazienti e famiglie. “La Fondazione, infatti - ha concluso de Belvis - con questo Percorso si pone l’obiettivo di costruire un modello organizzativo in cui si applichino in ambito assistenziale tutte le opportunità che la scienza mette a disposizione per la tutela della vita fin dal concepimento, in armonia con quanto previsto dai principi della nostra Fondazione e dal Magistero della Chiesa Cattolica, a partire dalla lettera Apostolica “Samaritanus Bonus”.

Il risultato è un percorso unico nel panorama italiano e in linea con i migliori standard internazionali di assistenza di tipo Hospice perinatale.