Si chiamano rispettivamente Healthentia e Vik tumore ovarico. Sono due app a disposizione delle pazienti con neoplasia ginecologica, danno risposte pratiche e consentono ai medici di tenere sotto controllo le donne in cura e intervenire in caso di bisogno La prima è stata realizzata dal Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, grazie anche al supporto non condizionato di GSK, la seconda è stata invece voluta dalla multinazionale farmaceutica e messa a punto con il contributo fattivo di ACTO onlus.

La recente Giornata mondiale del carcinoma ovarico è stata occasione per fare il punto su questa neoplasia, l’ottava più comune nelle donne nel mondo, con 5.200 le nuove diagnosi ogni anno in Italia, in maggioranza nelle over 40. Negli ultimi anni sono stati fatti progressi enormi nella terapia e i Parp inibitori hanno dato risposte importanti, aprendo una nuova era in termini di allungamento della sopravvivenza e miglioramento della qualità di vita.

In questa giornata dedicata a questa specifica neoplasia, l’Associazione no-profit Loto ha organizzato al Policlinico Gemelli un’iniziativa dedicata alla bellezza delle donne con tumore ginecologico, perché prendersi cura del proprio aspetto, nonostante la malattia, aiuta ad affrontare meglio le terapie.

“Healthentia – ha spiegato Anna Fagotti, direttrice UOC Carcinoma ovarico del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS - è il nostro occhio vigile sulle pazienti sottoposte a un intervento per un tumore ginecologico. È il canale di interazione, una volta dimesse, che permette alle donne di dialogare con i medici e a noi di intervenire se vediamo che qualcosa non va”. 

La app, che è scaricabile dalle pazienti attraverso un codice d’invito nell’area dedicata del sito del Gemelli, ha la funzione di amico, caregiver, medico personale virtuale.

Attraverso Healthentia è possibile inoltre scambiare foto, video, documentazione clinica.

Si tratta di una app in continua evoluzione,  “…il progetto – continua la Fagotti – prevede che i servizi contenuti nell’applicazione vengano ampliati, per esempio con il monitoraggio della terapia, ma non solo. Con i nostri informatici ci stiamo lavorando e contiamo di essere a regime all’inizio del prossimo anno”.

L’altra applicazione si chiama Vik tumore ovarico, ed è sviluppata dall’azienda francese Wefight.

E’ una macchina intelligente messa a punto con algoritmi in grado di elaborare il linguaggio e di comprendere le richieste delle pazienti. I contenuti scientifici si basano sulle linee guida di ogni Paese e sono stati costruiti e validati da esperti medici, mentre dell’aspetto “sociale”, delle preoccupazioni delle pazienti, si sono occupate le associazioni dei pazienti, in Italia la Acto onlus. La app conosce a menadito il tumore ovarico: definizioni, livelli, tipi, sintomi, diagnosi, impatto sulla qualità della vita (sport, lavoro, sessualità, alimentazione). È informata sui trattamenti e sulle classificazioni delle terapie. Ne conosce i foglietti illustrativi e ha un dialogo aperto con i siti governativi in caso di variazioni. Inoltre tiene conto degli appuntamenti della paziente e l’avvisa per tempo, lo stesso fa per l’assunzione della terapia.

La versione italiana di Vik Tumore Ovarico, è disponibile negli App stores e sui websites di GSK e di ACTO.