Il dramma di chi scappa dalla guerra alla ricerca della salvezza e di pace, costretto a sospendere le cure per malattie gravi. La tragedia di una intera popolazione rivissuta attraverso la testimonianza di una giovane mamma riuscita a fuggire dall’inferno. Questi i temi dell’evento organizzato dalla Fondazione Ambrosianeum in collaborazione con l’Istituto Auxologico e l’Università Cattolica di Milano.

Oana Grigorescu, mamma di 6 figli, il 26 febbraio ha percorso con loro 60 km a piedi per lasciare Odessa e mettersi in salvo in Romania. "Sono sola con i miei figli – ha affermato - da Odessa siamo arrivati qui attraverso Palanca. Una volta iniziata questa guerra, abbiamo attraversato Palanca e siamo arrivati in Romania. Non ho nessuno qui e non ho un posto dove andare, ma voglio raggiungere l’Austria. Nessuno mi sta aspettando, ma forse le persone mi aiuteranno. Ho sei figli. Sono tutti sani, tranne uno di 16 anni che purtroppo è malato".

Attualmente il ragazzo è seguito dal team sanitario dell’Istituto Auxologico “Cardiorec” in Romania, che sta accogliendo profughi ucraini, in particolare quelli con problemi di salute.

 “Siamo una struttura sanitaria che cura le persone - ha dichiarato Mario Colombo, Direttore Generale di Auxologico - e ci sentiamo coinvolti in prima persona con la guerra, perché la nostra struttura in Romania è situata accanto ad un grosso centro di accoglienza. Ci siamo trovati di fronte ai profughi, e alla una domanda di assistenza. I nostri colleghi rumeni si sono subito impegnati con una grande generosità, che ha contagiato subito anche i colleghi in Italia promotori di una importante raccolta fondi a favore di Caritas e Chiesa Ambrosiana per i bisogni di queste persone. Per noi questa è un’esperienza incredibile perché ci ha fatto vivere in prima persona quello che era solo un ricordo di storia. La guerra purtroppo esiste e la pace va costruita”.

Il convegno, introdotto e coordinato da Marco Garzonio, presidente di Ambrosianeum, ha affrontato le varie problematiche relative all'intenzione, per usare le parole di Papa Francesco, di "costruire la pace", anche attraverso la partecipazione di monsignor Francesco Braschi (direttore della Classe di Slavistica dell’Accademia Ambrosiana), Raul Caruso (ordinario di Politica economica, titolare della cattedra di Economia della pace all’Università Cattolica di Milano), Cristian Colţeanu (diplomatico, già Ambasciatore di Romania in Italia).