Rammarico e piena disponibilità. Sono i sentimenti espressi dai centri di riabilitazione gestiti da enti e congregazioni religiose nella regione Puglia - tra i quali diverse riconosciute eccellenze a livello nazionale, come l'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Eugenio Medea di Ostuni, (Brindisi), la Nostra Famiglia, il centro “A.Quarto di Paolo” ad Andria, la Fondazione centri di riabilitazione di Padre Pio di San Giovanni Rotondo, l' Istituto S. Agostino di Noicattaro di Bari e l', Istituto di riabilitazione dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo, (Lecce) - nel costatare di essere stati completamente ignorati al momento di gettare le basi di una peraltro lodevole iniziativa della regione per l'attuazione di una rete di servizi riguardo l'autismo. Atto certamente dovuto, quello della Regione, in ossequio alle Linee guida regionali approvate in Conferenza Stato – Regioni nel novembre del 2012. Il rammarico delle istituzioni aderenti all'ARIS sta proprio nel fatto di essersi viste escluse dal tavolo tecnico appositamente istituito, nonostante fosse ben nota l' esperienza maturata sul campo dalle accreditate strutture che, da decenni, dedicano allo studio, alla ricerca e alla cura dell’autismo precipua competenza ed alta professionalità. Competenza e professionalità più volte evidenziate dai media locali; per non parlare del livello raggiunto in campo nazionale.

Ciononostante gli stessi centri hanno manifestato la loro piena disponibilità a collaborare e hanno presentato, alle competenti autorità regionali, un documento contenente una significativa proposta per contribuire volontariamente alla definizione di validi e sperimentati percorsi di cura dei disturbi dello spettro autistico in regime ambulatoriale. Il documento è stato elaborato dalla Commissione tecnica Aris sull’Autismo, coordinata dal dr. Antonio Papagni e composta dalle neuropsichiatre infantili dottoresse Ketty Cramarossa, Maria De Iaco, Rita Galluzzi e Lia Mele, “nella speranza – si legge in un comunicato d'accompagnamento - che un suggerimento fondato su anni e anni di ricerca e di studi possa comunque contribuire allo sforzo comune nella lotta contro una malattia che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti nel nostro Paese”.