Confronto positivo quello tra il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e le Regioni guidate da Stefano Bonaccini, nella sede della Conferenza dei presidenti, che puntano ora a lavorare sul prossimo Patto per la salute. Molte sono infatti le cose realizzate, a partire dal capitolo dei Lea che può dirsi concluso, almeno per quanto riguarda il lavoro della Salute e delle Regioni, la palla infatti ora è nelle mani del Mef, anche se rimangono ancora da definire alcune questioni fondamentali come quelle del personale, sul quale però il ministro ha assicurato: “Sono una priorità del Governo. Un tema ineludibile e il Governo sta lavorando per arrivare allo sblocco del turn over e a un’implementazione delle risorse sul personale”.

Per quanto riguarda il capitolo dei Lea, Lorenzin ha confermato che sta per concludersi. “Le Regioni hanno fatto le loro osservazioni sui Lea – ha ricordato – e adesso il testo è al vaglio del Ministero dell’economia e delle finanze, nel frattempo stiamo portando avanti delle consultazioni con le associazioni dei pazienti sul nomenclatore, parte integrante dei Lea, per valutare possibili cambiamento tecnici laddove possano esserci criticità. Abbiamo stanziato 800mln di euro e abbiamo stabilito che i Lea saranno riaggiornati constamene da una commissione”.

Governo a lavoro per incrementare le risorse per il personale. Ora la priorità del Governo sarà il personale sanitario. “Il tema delle professioni sanitarie è ineludibile – ha sottolineato – il personale ha fatto un grande sacrificio in questo momento di crisi per tenere la barra al centro e garantire i servizi. Le Regioni stanno lavorando sui rinnovi di contratti e convenzioni e il Governo sta lavorando sull’articolo 22 che prevede norme innovative sull’accesso alle professioni sanitarie, sulla formazione del personale, su tutte quelle misure che richiedono lo sblocco del turn over e sull’implementazione delle risorse sul personale”.

Stefano Bonaccini: “Siamo già riusciti a trovare una prima intesa con il Ministero e con il Governo, che prevede che il fondo sanitario non rimarrà fermo a 111 miliardi di euro fino al 2019, ma dovrà progressivamente aumentare anche nei prossimi anni. Su questo abbiamo registrato una condivisione piena fra Ministero e Conferenza delle Regioni, con il comune obiettivo che il finanziamento serva a mantenere la qualità delle prestazioni sanitarie o ad aumentarla laddove serva, e  diffondere maggiormente le esperienze positive di alcune best practice puntando su un progressivo miglioramento dell’efficienza dei servizi in tutte le aree del paese.