Un comitato etico nazionale come punto di riferimento nella salvaguardia dell’ambiente in sanità e la costituzione di una nuova figura manageriale che, nelle strutture socio-sanitarie italiane, abbia la responsabilità degli adempimenti imposti dalle normative in materia di ambiente salute e sicurezza. Sono due delle principali proposte scaturite dal Convegno nazionale: “Ambiente in sanità, normative, costi, responsabilità e opportunità” organizzato da Aris, in collaborazione con Aiop, e la sezione Sanità Servizi di Confindustria Lombardia a Roma. Nel prestigioso Auditorium Loyola della Pontificia Università Gregoriana, nel cuore antico della città capitolina, gremito in ogni ordine di posti, una lunga serie di illustri relatori ha trattato temi di assoluta rilevanza nell’attività sanitaria: dalla normativa ambientale, alla gestione dei rifiuti a quella degli scarichi idrici, all’efficienza energetica, all’inquinamento acustico. Argomenti che, è stato rilevato rivestono un’importanza crescente, soprattutto alle luce delle recenti disposizioni in materia di eco-reati. In ambito sanitario, tutto ciò richiede adempimenti molto complessi, da integrare anche con le disposizioni definite dalle singole Regioni. Dunque ARIS, AIOP e Confindustria Sanità Lombardia hanno inteso focalizzare l’attenzione sulla questione e avviare tra gli stakeholders della sanità un dialogo proficuo, non solo sulla regolamentazione ambientale a cui sono soggette le strutture sanitarie, ma anche sull’ambito di protezione dei beni giuridici tutelati.

Docenti universitari e cultori della scienza giuridica hanno ripetuto un concetto per la verità estensibile a diversi aspetti della vita nel nostro Paese: le regole ci sono; ma vanno fatte rispettare. E, la protezione della salute, ha ribadito il professor Cordini, è diritto garantito costituzionalmente. Ciononostante, ha fatto notare l’avvocato Pernice, direttore generale per il clima e l’energia del ministero dell’Ambiente, si avverte forte la necessità di una normativa chiara che non rimandi ogni chiarimento ai giudici e nuove certezze sanzionatorie, altrimenti resta tutto sulla carta. Concetto ribadito più tardi dal Dr. Guido Carpani, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, confermando la semplificazione che il nuovo Collegato ambiente porterà sulla materia e la necessità di fattiva collaborazione tra gli enti competenti per la quale stanno lavorando. Chiudendo la tavola rotonda, il Dr. Carpani ha ricordato come la centralità del Creato significhi anche centralità dell’uomo.

Di qui la proposta di un Comitato etico avanzata dal vice presidente dell’ARIS, Pietro Nicolai, e quella di un manager Hse (Health Safety Environment) colui che dovrebbe essere il responsabile dell’applicazione delle norme, condivisa da AIOP e ARIS.  Attualmente la normativa prevede che all’interno dell’ospedale ci sia un responsabile sicurezza (Rspp). Tuttavia è sempre più necessario mutuare in sanità l’esperienza già consolidata nell’industria, creando una figura responsabile che completi le competenze del Rspp. La lg.231 è stata estesa anche per la responsabilità dei reati ambientali e quindi è necessaria una figura che vigili sul rispetto dell’ambiente. Ad esempio: chi controlla la gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi? O chi controlla la qualità dei camini di scarico provenienti dalle centrali termiche, laboratori e aree in cui vengono utilizzate sostanze particolari tipo chemioterapici? Chi controlla la qualità degli scarichi delle acque nere in uscita dalle cucine, laboratori, ecc.? Chi controlla l’impatto acustico di un macchinario esterno prima che questo venga installato?

La sanità è chiamata a un forte impegno di protezione dell’ambiente proprio per il suo specifico mandato di tutela del diritto alla salute (art. 32 della Costituzione).  Per le istituzioni religiose poi si tratta di un impegno che deriva non solo dalla propria specifica identità, ma anche e soprattutto dalle indicazioni di Papa Francesco il quale, come ha sottolineato il Segretario Generale dell’ARIS Massimo Bufacchi nel suo intervento, ha dedicato all’ambiente addirittura una lettera enciclica, la “Laudato sii”. Bufacchi ha poi voluto soffermarsi sul dovere morale che ci compete nei confronti delle generazioni che verranno: inutile fare norme, ha detto in sostanza, se poi siamo noi italiani, come singoli individui, i primi a tenere comportamenti difformi.

E il dottor Raniero Guerra, direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, soffermandosi proprio sui rischi incombenti sulle generazioni future, ha precisato che gli effetti dannosi del cambiamento climatico, ipotizzati a lungo termine, in realtà già incidono pesantemente sulla salute dell’uomo di oggi non a caso già etichettato come “figlio dell’inquinamento”.

Inoltre, il Comitato Scientifico del Convegno ha prodotto un e-book dal titolo “L’ambiente in sanità: quali adempimenti per le strutture sanitarie e socio-sanitarie. Materiale tecnico-operativo”, un utilissimo strumento di lavoro per ogni struttura che opera in sanità e che può essere consultato qui.
Gli aspetti relativi ad alcuni profili responsabilità ambientale sono stati magistralmente spiegati dal Prof. Amedeo Postiglione, Presidente Aggiunto Onorario della Corte Suprema di Cassazione, dal Prof. Luca Ramacci, Consigliere Corte Suprema di Cassazione e dall’Avv. Fraccastoro, moderati da due degli autori dell’e-book stesso, Antonella Eliana Sorgente, Segretario Generale Aris Lombardia, e Prof. Alessandro Venturi dell’Università di Pavia.

Come sottolineato fin dall’introduzione del convegno dal Dr. Nevio Boscariol, responsabile scientifico del convegno dell'ufficio economico-servizi e gestionale dell’Aris, coniugare ambiente e salute esige che adeguamenti normativi, miglioramenti delle strutture, dei processi e di ogni tecnologia utilizzata, siano basati su dati rilevanti e competentemente elaborati in un’ottica di medio-lungo periodo, pur nella scarsità delle risorse. Elementi questi brillantemente declinati nelle loro relazioni dai Prof. Elio Borgonovi, dell’Università Bocconi, dal Prof. Americo Cicchetti, dell’Università Cattolica, e dal Prof. Gianfranco Brusa, del Politecnico di Milano.

In sintesi il convegno ha ribadito che ambiente e salute sono le basi del nostro Welfare State e che partendo da questo primo incontro le associazioni organizzatrici intendono promuovere, oltre l’etica e la cultura dell’ambiente, come tema trasversale, l’approfondimento dei singoli aspetti perché concretamente possano diventare strumenti utili a costruirne le fondamenta.