Istituiti gli Stati generali delle professioni sanitarie con gruppi di lavoro e studio per dare voce alle competenze delle professioni sanitarie. “Interrompere la lunga attesa e riconoscere alle professioni sanitarie la loro legittimità a stare nell’organizzazione, nel management e nel settore clinico dell’assistenza” questa in sostanza la loro richiesta.  Chiesto anche il coinvolgimento sulla discussione dell'art. 22 del Patto e lo sblocco del comma 566. Dunque le Federazioni degli infermieri, delle ostetriche, dei tecnici di radiologia e il Conaps, il coordinamento nazionale di tutte le professioni regolamentate ma ancora non ordinate in Ordini e Collegi, fanno fronte comune”.  

“L’obiettivo dei circa 650mila professionisti della salute rappresentati – si legge in un comunicato congiunto  - è lo sblocco di situazioni da troppo tempo in sospeso a causa di resistenze corporative e di una propaganda lontana da ogni indicazione deontologica con la quale si insinua che affidarsi alle competenze di professionisti sanitari diversi dai medici corrisponderebbe a un abbassamento della qualità dell'assistenza e a un aumento della sua pericolosità. Insinuazioni da rigettarsi con determinazione. Infatti oggi una quota rilevante dei bisogni socio-sanitari espressi dalla popolazione riceve la risposta migliore proprio dalle professioni sanitarie, altre da quella medica”. Ritengono anche urgente trasformare gli attuali Collegi in veri e propri Ordini professionali.