Intanto però le commissioni Bilancio di Camera e Senato e i governatori di quasi tutte le regioni hanno affermato di ritenere «indispensabile», in vista della prossima legge di Stabilità, un approfondimento sulla effettiva sostenibilità dei tagli previsti dal DEF,  reputati “difficilmente sopportabili, poco realistici nella tempistica e modalità» . Per questo viene sollecitata la prosecuzione delle relazioni istituzionali con Parlamento e Governo per la definizione del bilancio pluriennale 2017-2019. Dai dati del DEF, sottolinea Massimo Garavaglia, rappresentante della Conferenza delle Regioni, «emerge chiaramente una progressione quasi geometrica dei tagli sui bilanci pluriennali regionali». Per di più le Regioni «sono l’unico comparto della pubblica amministrazione che non ha usufruito di un allentamento delle regole del pareggio». Anche per questo «i risparmi derivanti dai costi standard per l’esercizio delle funzioni regionali, tra i quali proprio la sanità, devono essere mantenuti all’interno del comparto Regioni per lo sviluppo degli investimenti e della competitività».